Vaticano: ma adesso quanto dovrà attendere Torzi per avere giustizia?

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La Spectre che controlla l’informazione sulle magagne del Vaticano, è subito entrata in azione. Sul “caso Torzi”, dopo la devastante sentenza londinese, meglio far calare il silenzio. Cosi, più nessun interesse da parte dei media, dei giornaloni e dei “giornalisti investigativi”.

Una figuraccia come quella incassata dai “promotori di giustizia” della Santa Sede, è opportuno nasconderla. E chissenefrega se Gianluigi Torzi e i suoi avvocati Marco Franco e Ambra Giovene dovranno continuare a fare i salti mortali per riuscire ad ottenere il proscioglimento in questa incredibile vicenda.

Intanto, il tempo passa e l’impegno del “pm” Alessandro Diddi di arrivare al dibattimento in tempi rapidi (settembre dell’anno scorso) farà verosimilmente registrare almeno un anno di ritardo. E anche Papa Francesco e il presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Pignatone, possono mettersi il cuore in pace.

Ecco perché oggi Sassate mantiene l’impegno con i propri lettori di mettere on line il testo della sentenza inglese che ha cominciato a restituire dignità e credibilità al broker, capovolgendo la frittata accusatoria e dimostrando le esatte responsabilità della Segreteria di Stato a tutti i livelli.

È una lettura illuminante. Al termine della quale risulta ancora più amaro pensare che che a Torzi, accusato di estorsione (sic!), per uscire dal carcere i “promotori di giustizia” – oltre al sequestro di tutti i conti italiani ed esteri – volevano far versare anche una cauzione di ben 3 milioni di euro… Sipario.

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