Si è “celebrata” sabato 28 novembre l’83° assemblea di Aero Club d’Italia. Sui 130 federati, si sono collegati telematicamente con la sala d’Onore del CONI, circa 60  presidenti. Numeri che, secondo AeCI, segnano un livello di partecipazione mai registrato.

Lunghe le procedure di controllo che si sono protratte per ore. La motivazione l’ha data il presidente Leoni “il sistema ha segnalato intrusi che non facevano parte del nostro mondo. Quale poteva essere il loro scopo? Truccare i dati per poi invalidare l’assemblea? Falsare le votazioni?” ha detto testualmente in una lettera ai presidenti assenti precisando che “scoperto l’inghippo,” aveva dato lui stesso ordine agli addetti “di rimettersi a rifare tutti i controlli del caso, anche perché le verità non mi hanno mai fatto paura, purtroppo allungando a dismisura i tempi.”

E’ stata la prima assemblea con Leoni presidente dal giugno 2017, la prima via web. E’ stata notata l’assenza del rappresentante dell’Aeronautica Militare. Secondo molti, si è trattato di “un chiaro segnale dei vertici A.M. contro Leoni, non contro Miniscalco”, dopo i bisticci del presidente AeCI con il generale Rosso e le stizzose visite in Marina Militare.

C’è molta incertezza per il futuro tra i presidenti locali. Tanto che Leoni in persona ha sentito, altra novità, l’esigenza di “scendere in campo” non con una, ma ben due lettere indirizzate a chi aveva partecipato e chi era assente.

Discussione e votazioni hanno riguardato soprattutto i bilanci: quelli consuntivi del 2019 e del 2020 e quello previsionale 2021. Anche se con qualche astenuto e pochi contrari, i documenti sono stati approvati. Qualche malcontento ha suscitato l’applicazione puntuale dello statuto che richiede il pagamento delle intere quote federative per avere il diritto di partecipare.

Tante le domande che i presidenti esclusi si pongono e che, per democrazia e dovere di  cronaca, ci sentiamo di riportare qui senza commenti.

Non era prevedibile che molti aeroclub non ce la facessero a pagare tutte le quote causa Covid?

Qual è il primo compito di una federazione sportiva: pretendere soldi alla scadenza o aiutare i federati a portare avanti la propria azione di divulgazione dello sport?

“Come mai – si chiedono ancora molti presidenti – alcune federazioni hanno deciso di cancellare o ridurre le quote per il 2020  e il Consiglio federale di AeCI non ha neanche preso in esame questa possibilità?”

Perché non sono state esaminate e vagliate dagli organi collegiali competenti (cioè il consiglio federale) le istanze di molti aeroclub che per tempo avevano rappresentato di non poter onorare le quote, ma avevano dato un segnale pagando parte del dovuto?

Nonostante i “proclami al silenzio”, Sassate ha raccolto le voci di molti aventi causa che hanno voglia di parlare per cercare rivitalizzare la funzionalità di un ente che dovrebbe promuovere il volo turistico e sportivo e che, invece, al momento non pare in grado di farlo.

Dal punto di vista tecnico la situazione degli aggiornamenti legislativi langue.

Il ministero dei Trasporti è ancora in attesa di un documento che il professor Ricci aveva promesso per la fine di ottobre e che non è mai arrivato. Sembra – in mancanza di comunicati ufficiali – che il generale Miniscalco abbia dato nuovo impulso alla materia e che la commissione VDS stia  lavorando a ritmo di due riunioni alla settimana. 

Intanto prolificano i disegni di legge.

Ce ne sono almeno tre nelle commissioni di camera e senato che riguardano il volo turistico e ultraleggero in Italia e su tutte incombe la “promessa” di ENAC di emettere una normativa nazionale per i velivoli da 450 a 600 Kg. entro il primo marzo 2021.

E proprio ENAC pubblica la bozza del nuovo “regolamento per l’esercizio del potere sanzionatorio per la violazione del regolamento (Ue) 2018/1139 e del regolamento (Ue) n. 255/2010”  vedi foto. In pratica un elenco delle sanzioni  per piloti e controllori di volo che commettono infrazioni.

E mentre scriviamo anche i costruttori italiani fanno sentire la propria voce davanti alle commissioni parlamentari. 

“Le speranze sono tutte basate sulle capacità del gen. Miniscalco e sulla sua credibilità in ambito aeronautico.”  ci ha detto un istruttore di volo che spera di veder limitato l’abusivismo didattico.

In uno laconico comunicato sull’assemblea, AeCI afferma“che tutti i punti dell’ordine del giorno posti in votazione sono stati approvati” ma non riporta, (forse per mancanza di spazio sul sito?), che ai presidenti che chiedevano di intervenire sono stati “concessi” ben sessanta secondi per poter esprimere osservazioni su atti amministrativi complessi (bilanci 2019 e 2020 e previsionale 2021) pervenuti pochi giorni prima e che avrebbero richiesto, secondo quanto scritto da un presidente a Leoni “approfondimento e collegialità.”

E sono molti quelli che, nei corridoi, si  augurano che per il futuro “Leoni rinunci a parte dei suoi monologhi, e si focalizzi su  fatti concreti magari dando spiegazione di iniziative recenti di AeCI su premi e prebende per una dipendente”.

Nelle sue missive ai presidenti dalla sintassi incerta, Leoni non ha resistito alla tentazione di accreditare a se stesso il merito di aver ottenuto  250000 euro dal CONI.

In più Leoni ha annunciato che avvierà “immediatamente” un rinnovo flotta, cioè l’acquisto di velivoli con denaro di AeCI per gli aeroclub federati con sconti e rateizzazioni senza interessi. Una misura-sostegno che dovrebbe servire per avvicinare i giovani al volo abbassando i costi di brevetti ed attestati. AeCi ci aveva provato anche nel 2017, (leggi qui)

Guarda un po’, anche lì alla vigilia delle elezioni !

In quel caso una volta eletto, Leoni  aveva sospeso tutto. Lavoro in AeCI e tra i federati buttato via.

E gli esperti si chiedono: “con questa crisi Covid siamo certi che gli aeroclub abbiamo bisogno e voglia di nuovi velivoli?” 

“Con i soldi disponibili (forse 2 milioni di euro?) quanti velivoli si potranno acquistare?”

Certo non abbastanza a fronte di 130 club federati più le 200 scuole di volo VDS che sono quelle che fanno proselitismo. Allora bisognerà selezionare. Come?

“Non sarebbe più proficuo – dicono presidenti che mantengono l’incognito per timore delle collere del Barone – rendere disponibili delle garanzie con le quali ogni aeroclub o scuola di volo potrebbe accedere a mutui agevolati?”

Qualcuno teme di rivedere le scene del 2010 quando Leoni affibbiò i nomi di esponenti politici leghisti agli aerei acquistati con denaro pubblico da AeCI: I-RMAR (Roberto Maroni), I-CALD (Roberto Calderoli), I-UMBE (Umberto Bossi), I-COSG (Giuseppe Cossiga), I-GTRE (Giulio Tremonti), I-NOEL (Leoni, scritto al contrario).

Leggi qui. Smargiassate da bar dello sport, a cui però non è seguito nessun controllo sull’efficacia dell’intervento e se quei velivoli siano stati usati per addestramento/scuola come previsto o per  “giretti” a poco prezzo di qualche presidente come pare sia accaduto.

E mentre dal CONI Leoni festeggia il suo rientro con tante promesse , in giro per l’Italia s’è ripreso a volare e sono ripresi gli articoli di giornale relativi ai VDS: 11 incidenti da inizio settembre.

Anche qui, a chi guardano presidenti e piloti? Al generale Miniscalco che, ci risulta, sia già al lavoro con un piano da coordinare con Aeronautica Militare e altre autorità aeronautiche. “Speriamo – ci dice lo stesso presidente – che professionalità e autorevolezza del generale Miniscalco facciano mettere da parte i flop precedenti”.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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