
ASPI: la patetica controffensiva di “Cavallo Pazzo”-Tomasi per cercare di salvare la poltrona: eliminare od emarginare tutti i possibili sostenitori della soluzione “interna”
Roberto Tomasi cerca di farsi largo in una strada che si fa sempre più stretta: quella della sua riconferma. Si rincorrono nomi di candidati al suo posto di AD di Aspi. Li abbiamo già elencati su queste pagine ma c’è un risvolto che va spiegato fra le pieghe delle ipotesi di cambiamento del vertice della Azienda e su cui Tomasi sta lavorando: puntare ad eliminare tutti i possibili candidati cosiddetti “interni”.
In modo particolare quello dell’avv. Amedeo Gagliardi, direttore degli affari legali di Aspi, figura solida e centrale da molti anni nella concessionaria che sarebbe ben visto a Palazzo, in modo particolare dal capo di gabinetto della Meloni, Gaetano Caputi.
Per ostacolare la sua candidatura, Tomasi le sta facendo tutte, compreso il fatto di emarginare altre due figure centrali di Aspi: il Direttore Finanziario Piergiorgio Peluso, sostenuto dai fondi azionisti di Aspi, e Riccardo Pugnalin, Direttore delle Relazioni Istituzionali, punto di riferimento del governo e della politica in azienda.
Entrambi sono indicati dall’AD come supporter dell’operazione della sostituzione “interna”. I tre manager sono oramai invisi e mal tollerati da Tomasi. Da tempo chiede il licenziamento di Peluso e il rapporto con Gagliardi e Pugnalin è oramai consunto.
Piuttosto che mollare la poltrona, Tomasi punta sull’“après moi, le déluge”.
Chi resisterà?