
Berlusconeide: Labate e il raddoppio “sinistro” di Rete4
Quando c’era Lui a certe cose si stava attenti, si agiva con prudenza e saggezza. Lui ebbe l’idea di portare su Rete4 Bianca Berlinguer per un talk di prima serata. Era in uscita da RaiTre-TeleKabul, aveva un cognome importante e la sua presenza sarebbe stata un valore aggiunto per una rete orientata politicamente, ma attenta ad allargare la platea dei telespettatori (e lo spettro degli inserzionisti).
Risultato? Ascolti non eccezionali, aiutati dai siparietti tra l’imprevedibile Mauro Corona e la sua “Bianchina”; ma, tutto sommato, anche un bilancio incoraggiante per una serata come quella di martedì, presidiata da Giovanni Floris, inarrivabile campione di anti-melonismo col suo programma su La7.
Ma quando c’era Lui non sarebbe stato concepibile un raddoppio “sinistro” proprio sulla rete Mediaset che, col 90 per cento della sua offerta – Tg4 e approfondimenti quotidiani – si rivolge ad un pubblico orientato e fedele, come dimostra il successo dei vari Del Debbio, Porro e Giordano, nonché del telegiornale delle 19, molto apprezzato per la formula che unisce notizie e commenti, fatti e opinioni.
Ma ora che Lui non c’è più, Piersilvio ha avuto l’idea di ingaggiare Tommaso Labate, bravo cronista politico del Corriere, contiguo al Pd e vanitoso quanto basta per gettarsi nell’impresa di un programma tutto suo, nonostante fosse completamente digiuno di televisione.
Se ci fosse ancora Lui, di sicuro avrebbe detto che una Berlinguer basta e avanza. D’altra parte, alcuni consiglieri di Cologno Monzese avevano paventato il flop.
Piersilvio invece, ha voluto un raddoppio “sinistro” di mercoledì. Modello-Floris: pubblico in studio che applaude ogni due per tre. E siparietti con tutti politici della sinistra trattati come statisti.
Per ispirarsi al suo modello, ha anche ingaggiato un autore, Lello Fabiani – molto “sinistro” – che da Floris non toccava palla e che invece da Labate è molto ascoltato.
Gli ascolti sono mediocri, a cavallo del 3 per cento, decisamente troppo poco. Il programma non funziona, non ha capo né coda. E il conduttore è confuso, non governa i dibattiti, lancia servizi filmati che poi non vengono commentati. E, soprattutto, si bea quando la telecamera lo inquadra in primo piano: dice una cosa e fa le boccucce, ne dice un’altra e fa la linguetta. La voce è stridula, vocali e aspirate esaltano la sua calabresità.
Insomma, non va e le voci di dentro ricordano sottovoce che lo scorso anno, di mercoledì, Mario Giordano faceva ben altri ascolti.
Se ci fosse ancora Lui, tra poche settimane, lo avrebbe ringraziato, congedato e riconsegnato alla carta stampata.
Piersilvio, al contrario, progetta per Labate nuove mirabolanti avventure su Rete4, in sintonia con le tentazioni politiche che vedono d’accordo i due eredi maggiori.
E procurano crescente imbarazzo dentro Forza Italia, che Marina e Piersilvio vogliono far marciare verso sinistra. Col rischio concreto che il consenso degli elettori si avvicini allo share di Labate, a cavallo della soglia del 3 per cento… Complimentoni vivissimi.


