Dagli accordi con Delfin alle mosse in Generali: Orcel torna protagonista

Dagli accordi con Delfin alle mosse in Generali: Orcel torna protagonista

04 maggio 2026

A poche settimane dall’assemblea di Siena, che ha choccato Roma e rimesso la finanza milanese in capo alla politica, ripartono le voci di risiko bancario. Il Monte deve correre sulla strada dell’integrazione con Mediobanca, ma è già la preda da conquistare per creare il nuovo polo italiano, secondo solo al colosso di mamma Intesa.

L’indiziato numero uno è Banco Bpm, sposa promessa di Mps con Giancarlo Giorgetti sull’altare bancario pronto a celebrare le nozze. Del resto è il Mef, dicono i bene informati, ad aver spostato l’assemblea del Monte dei Paschi, suggerendo al Banco di sostenere la lista di Luigi Lovaglio. Giorgetti da una parte e Vittorio Grilli dall’altra sono stati i grandi protagonisti che silenziosamente hanno permesso il ribaltone.

Ma se è chiaro il movimento di Banco Bpm, solleticato politicamente anche al fine di arrivare alla fase-2 con una offerta su Siena, meno chiara è stata la mossa di Delfin.

Forse una schiarita sul mistero del suo voto è arrivata con il finanziamento di UniCredit (e di altre due banche francesi) concesso a Leonardo Maria Del Vecchio per  permettergli di acquistare le quote societarie dei fratelli. Il rapporto tra Andrea Orcel e il gruppo sembra andare oltre la singola operazione di indebitamento del figlio prediletto di Luxottica.

Non è escluso, infatti, che l’ad di UniCredit voglia mettere le mani sul 17% di Mps nelle mani di Delfin. E c’è chi si allunga nel ragionamento spiegando che poi la stessa Delfin potrebbe diventare azionista di UniCredit stesso, magari sostituendo BlackRock (nb: anche il fondo americano ha votato, contro il parere dei proxy advisor, la lista di Lovaglio).

Insomma, sembrerebbe che un’altra volta tocchi a Orcel il ruolo di protagonista. Se il manager potrà far poco in Germania, vista l’ostilità del Cancelliere, in Italia adesso non troverà alcun golden power a sbarrargli la strada, visto che dopo la figuraccia internazionale abbiamo dovuto farci dire dall’Europa e dai giudici che UniCredit è una banca italiana e può partecipare al gran ballo del risiko bancario.

Andrà dunque all’assalto di Siena supportato da Delfin? E lo farà in accordo con Caltagirone? Di sicuro muoverà con in testa la madre di tutte le battaglie: quella sulle Generali, dove è salito pochi giorni fa a ridosso del 10% e che è il pallino fisso di chiunque mastichi finanza in Italia.