
Caldo oggi, freddo domani…
Siamo a metà dell’inverno per il mercato europeo del gas e le scorte sono insolitamente basse. I depositi UE sono al 43%, ben sotto la media quinquennale del 59%. Un livello così depresso, a questo punto della stagione, lo si era visto solo nel 2022, quando Gazprom aveva deliberatamente sotto-riempito gli stoccaggi europei.
Non è perché italiani e tedeschi tengono il riscaldamento a palla come se fosse agosto. Quello succede ogni anno. Il vero motivo è regolatorio ed economico: nel 2024 Bruxelles ha allentato gli obiettivi di riempimento degli stoccaggi, dopo che proprio quei target avevano invertito l’economia del gas.
Imporre soglie rigide per l’estate ha reso il gas estivo più caro di quello invernale, scaricando rischi e costi soprattutto sui Paesi con grandi capacità di stoccaggio. Per raffreddare i prezzi, l’UE ha fatto marcia indietro. Risultato: siamo entrati in questo inverno più scarichi — e oggi lo siamo ancora di più.
Chi ricorda il 2022 potrebbe aspettarsi il panico. Invece no. I prezzi restano relativamente contenuti, nonostante l’assenza quasi totale del gas russo sia ormai una certezza, non un rischio. Il TTF olandese è salito nell’ultimo mese per effetto della deplezione, sfiorando i 40 €/MWh, ma resta oltre 10 €/MWh sotto i livelli di un anno fa.
È alto rispetto al pre-pandemia, ma lontanissimo dalla crisi.
Il motivo è l’LNG. Le importazioni europee di gas liquefatto sono cresciute del 30% nel 2025. La forte espansione della capacità di rigassificazione ha fornito un cuscinetto: quando la domanda invernale accelera, l’LNG supplisce dove un tempo lo facevano gli stoccaggi. Il mercato, per ora, è tranquillo.
Ma il dolore rinviato tende a tornare. Per riempire le scorte in estate servirà ancora più LNG, e la dipendenza aumenterà anche nei prossimi inverni. La calma attuale riflette l’arrivo di nuova capacità di export globale — soprattutto dagli Stati Uniti, già primo fornitore dell’UE.
Entro il 2030, l’Europa potrebbe importare dal 75–80% del suo LNG dagli USA, contro il 57% dello scorso anno.
Uscire da una dipendenza per entrarne in un’altra. Dalla Russia allo Zio Sam. E mentre a Bruxelles si parla di “autonomia strategica”, sul gas stiamo facendo esattamente il contrario.
Ci sono reali alternative? No. Ma installare un rigassificatore in più nel nostro Paese ci metterebbe in una posizione di maggiore ridondanza e quindi di sicurezza energetica.


