Cdp/Ansaldo Energia, palla al piede fatale quella di Fabbri per la mancata riconferma di Scannapieco

Quando il MEF comunicherà a Dario Scannapieco i motivi per i quali non potrà essere confermato alla guida di Cassa depositi e prestiti per un altro triennio, tra questi ci sarà certamente la briglia sciolta concessa al CEO e GM di Ansaldo Energia, FabrizioFabbri; e la conseguente mancanza di controlli su vari aspetti della sua sua disinvolta gestione dell’azienda genovese.
Personaggio complicato (e “chiacchierato”) questo manager chiamato il 1 aprile dell’anno scorso a sostituire un capo azienda del calibro di Giuseppe Marino (che stufo del trattamento subito da Cdp ha preso al volo l’offerta di trasferirsi a Londra come CEO global di Hitachi Rail, azienda giapponese tra i leader mondiali del mercato ferroviario).
Proviamo a mettere insieme alcune “perle” infilate in questi mesi dal “filosofo”, com’è soprannominato per una laurea che appare molto poco adatta in un mondo di ingegneri (ma d’altra parte, essendosi diplomato in un istituto tecnico, questo era il massimo traguardo raggiungibile).
Il “caso Benvenuti”—-Fabbri ha assunto come “business developer” l’ex-assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, il leghista Andrea Benvenuti, che poteva vantare una carriera da manager nei dipartimenti finanziari, ma con nessuna esperienza nel mondo della “power generation”, ne’ tantomeno in quello dello sviluppo del mercato.
Ma l’aspetto piu sconcertante è un altro: è normale che un assessore regionale passi direttamente da un incarico istituzionale che aveva diretta competenza su Ansaldo Energia (e difatti Benvenuti aveva più volte rilasciato dichiarazioni su come gestire la crisi dell’azienda genovese) ad una posizione di vertice dell’azienda medesima?
Il “caso Casale”—-Ad  una entrata così opaca, va contrapposta un’uscita incomprensibile e che ha destato scalpore: quella dell’AD di Ansaldo Nucleare, Riccardo Casale. Un manager che aveva raggiunto ottimi risultati dal punto di vista dell’acquisizione di nuove commesse. Eppure, è stato messo alla porta senza tanti complimenti: se ne possono conoscere i motivi?
I fondi IPCEI—-E’ vero o non è vero che Fabbri ha informato il ministero delle Imprese e del Made in Italy di voler rinunciare ai 450 milioni di euro che l’azienda si era assicurata attraverso la controllata Ansaldo Green Tech, all’epoca guidata dall’ingegnere genovese Daniela Gentile? Di grazia, si può sapere il perché del rifiuto di un bando europeo vinto?
E questo è solo l’inizio, perché sono tante le cose che sfuggono o non tornano nella gestione di Ansaldo Energia da parte dell’ineffabile “filosofo” Fabbri: cose che chiamano in causa anche la sicurezza nazionale ed europea in tema di vendita delle turbine, ad esempio; oppure il fallimento delle proposte rivolte a Fincantieri e Mitsubishi per il sito industriale triestino di Wartsila; oppure ancora l’assunzione di un consulente austriaco così bravo e indispensabile da meritare un compenso mensile di centomila (si’ avete letto bene: 100mila) euro al mese.
Purtroppo, però , lo spazio è finito e toccherà riparlarne in un’altra puntata…

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