
Cina: la politica della continuità; ai danni degli altri
Per mesi il mercato ha atteso un cambio di rotta da Pechino. I dati di luglio raccontano invece una storia diversa: l’economia rallenta e la leadership risponde premendo sull’acceleratore, senza però cambiare direzione.
L’indice manifatturiero ufficiale (PMI) è tornato sotto quota 50, scivolando a 49,2. È la prima contrazione da febbraio. Si fermano produzione e nuovi ordini, mentre anche la domanda estera torna in territorio negativo. Non va meglio nei servizi e nelle costruzioni: il PMI non manifatturiero precipita a 49,0, con i nuovi ordini in forte calo e il comparto edilizio che continua a soffrire.
Di fronte a questo quadro, ci si sarebbe potuti aspettare un nuovo pacchetto di stimoli. Non è successo.
Il Politburo conferma integralmente la strategia degli ultimi due anni. Più spesa pubblica, più coordinamento tra politica fiscale e monetaria, maggiore velocità nell’utilizzo dei fondi già stanziati. Ma nessun nuovo strumento. Nessuna svolta.
Anche le priorità restano immutate: domanda interna, intelligenza artificiale, ricerca di base, industrie strategiche, reti infrastrutturali e modernizzazione del sistema produttivo. Colpisce invece ciò che manca. Il settore immobiliare, ancora il principale freno alla crescita, scompare praticamente dal comunicato.
È un segnale politico prima ancora che economico. Pechino continua a considerare la crisi immobiliare un problema da gestire, non il motore da riaccendere. La crescita dovrà arrivare dall’industria avanzata, dall’innovazione tecnologica e dai consumi, non da una nuova bolla del mattone.
La sensazione è che Xi Jinping stia prendendo tempo in vista del Quinto Plenum di ottobre, dove potrebbero emergere indicazioni più strutturali sul prossimo ciclo economico. Fino ad allora prevale la continuità.
*La strategia è chiara: comprimere al massimo la domanda interna per tenere bassi i prezzi alla produzione e scaricare capacità in eccesso del prodotto finito su export, ossia su Asia e soprattutto Europa.*
LA SASSATA

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