Dall’Editoria (l’Unita’, con Pessina) all’Energia: la “resurrezione” di Guido Stefanelli, l’uomo dei due Matteo

In queste giornate convulse in cui sembrano schiudersi tutti i vasi di Pandora, e venire prepotentemente a galla le verità e i dettagli del rapporto  malato tra potere e affari, tra  politica e imprenditoria, tra istituzioni e lobby, dominato dai vari sistemi, più o meno chiusi, più o meno massonici, più o meno organizzati, nessuno ha ancora posto l’accento su un uomo chiave di questa commistione pericolosa, e cioè Guido Stefanelli ovvero l’uomo dei due Mattei.
In questo periodo storico dominato dall’immagine, che privilegia l’apparire all’essere e che ha eletto il transeunte a proprio simulacro votivo, periodo in cui lo slogan del social ha la meglio sull’approfondimento, la memoria diventa purtroppo molto corta. Eppure per capire meglio a cosa ci riferiamo basterebbe scavare pochissimo, riavvolgere il nastro di soli dieci anni, a quando l’Unita,  oggi proprietà dell’imprenditore Alfredo Romeo, e’ stata depurata dall’etichetta di giornale comunista di Antonino Gramsci e purtroppo – per colpa di questa commistione malata tra politica e affari – anche  della presenza di tutti i giornalisti storici che sono stati lasciati senza stipendio, senza tutela legale, senza posto di lavoro e senza risarcimento.
Nel 2014 il gruppo Pessina era in difficoltà a causa del crollo degli utili e dell’esaurimento di molte commesse mentre l’Unita’ perdeva circa 400 mila euro al mese. E’ proprio in quel frangente che prende vita il guizzo geniale di Stefanelli: puntare sullo scambio di soldi e di favori per non affogare e salvarsi.  Ed ecco che prende forma il soccorso all’Unita’ che passa da Veneziani alla Piesse.
La Piesse fa capo per il 60 per cento a Guido Stefanelli, amministratore delegato del Gruppo Pessina e per il 40 per cento allo stesso Massimo Pessina. Sotto l’era Renzi,  Stefanelli diventa ad della società editrice dell’Unita’ e prende il vizio di trattare di affari e appalti direttamente presso la sede del Nazareno al secondo piano, come testimoniano più imprenditori ricevuti con loro grande stupore nel quartier generale del Pd.
La Pessina costruzioni Kz  – che oggi lavora in Kazakistan per il Consorzio KPO controllato da Shell e da Eni, entrambe impegnate nella gestione dell’enorme giacimento di petrolio e gas di Karachaganak – e’ stata costruita proprio nei giorni di completamento dell’acquisto della Unità da parte di Guido Stefanelli e di Massimo Pessina. Si tratta di una mera coincidenza? Di un caso? A sentire il parere di Veneziani, estromesso brutalmente dalla Unità quasi a mo’ di ricatto pare proprio di no.  E’ lui  infatti il primo a parlare di ricatto e di baratto. Il nome del socio di Stefanelli, Pessina, oltre ad apparire con la somma di 15 mila euro come finanziatore di quel Penati del sistema Sesto, figura poi anche nella lista dei furbetti di San Marino, cioè di quei 1200 evasori che avevano nascosto decidine di milioni di euro nelle banche del piccolo stato indipendente. Ma evidentemente Stefanelli ha avuto una idea migliore del suo socio e si e’ “parato“ in modo più efficace attraverso un TRUST all’interno della PRAESIDIUM TRUST COMPANY SRL (Partita Iva 11070760969) per non permettere alla giustizia di aggredire i propri beni. Questa società a responsabilità limitata infatti detiene il 100 per cento della società MILA SRL di cui Guido Stefanelli risulta amministratore e proprietario di fatto.
Stefanelli – forte probabilmente dei suoi rapporti con ANTONIO CANNALIRE braccio destro di PONZELLINI – e’ inoltre riuscito a mettere da parte  svariati milioni di euro in conti correnti presso la BPM di Milano, conti correnti che proprio per la loro natura superiore al milione di euro sarebbero a loro volta gestiti dalla Banca Aletti. Questi conti avrebbero come fiduciarie la madre di Guido, Carla Bignami e la moglie Egle Testa. Stefanelli viene avvistato a fare shopping tra gli occhi trasecolati di molti increduli per via Monte Napoleone a Milano dove si domandano come a distanza di poco tempo sia passato da una condizione di difficoltà economica e possibilità quasi illimitate. Oltre allo shopping si parla di auto importanti sempre intestate alla MILA srl. Il dato strabiliante e’ come sia riuscito a passare indenne da un Matteo all’altro. Da amico di Bonifazi ad amico di Casanova del Papete. Saranno forse le amicizie in comune con personaggi influenti calabresi o gli hobby in comune ?
Oppure il suo essersi dedicato all’energia, materia guarda caso di interesse per i fondi del PNRR. Egli ha infatti recentemente fondato una società che si occupa di energia – la Green Capitals srl – con l’ex tronista Giuseppe Lago il quale risulterebbe avere interessi in Bulgaria.”

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