Il Chod Vecciarelli non si smentisce mai. Quando si tratta di umiliare la Marina per le resistenze sugli F35 a decollo verticale, ci si butta a pesce. Aiutato, purtroppo, dalle debolezze e dagli errori di gestione del CSMM, Cavo Dragone. Che pare stia per accettare senza colpo ferire anche la perdita del comando della missione IRINI.

Ma procediamo con ordine. Cavo Dragone doveva risolvere il problema del Comando Logistico, affidato attualmente al suo compagno di corso Serra. Per prolungarlo nell’incarico, gli aveva proposto una proroga di 60 giorni (che rientrava nelle sue competenze) per poi ottenerne una di un anno, facendosela accettare da Vecciarelli. Il Chod ha tenuto ferma la pratica fino all’ultimo e poi – a tre giorni dal termine ultimo per la decisione – ha bocciato la proposta, che avrebbe consentito a Serra di restare in carica fino a giugno dell’anno prossimo. E allora, con la coda tra le gambe, cosa si inventa il CSMM?

Stravolgendo la prassi esistente (anche nell’Esercito e nell’Aeronautica), decide di proporre per il Comando Logistico non uno dei neo-nominati ammiragli di squadra, ma l’ammiraglio Ispettore delle Armi Navali Abbamonte, fortemente sostenuto dal capo dei Corpi Tecnici, Guma.

E adesso i mal di pancia e le polemiche, allo Stato Maggiore, si sprecano. In attesa di vedere se Vecciarelli prima (ma lui avrebbe già fatto sapere di essere favorevole) e il ministro Guerini poi, ratificheranno la proposta. E non si tratta di una mera questione formale, in quanto il responsabile di COMLOG siede anche nella commissione d’avanzamento della forza armata.

Non è finita. Perché circola con insistenza la voce che il Chod abbia intenzione di cedere il comando di IRINI, affidato attualmente all’ammiraglio Agostini, ad un altro paese europeo (c’entrano niente l’ineffabile generale Graziano Badoglio e la “cricca” di Bruxelles?). Dopo l’umiliazione inflitta alla Marina con l’avocazione del comando operativo delle navi in mare da parte del CSMD e alle mitragliate contro i nostri pescherecci senza poter reagire, grazie alle demenziali “regole d’ingaggio” in vigore, ci mancava anche questa brillante decisione. Per non parlare dei problemi riguardanti la Capitaneria di Porto, ogni giorno piu autonoma dalla forza armata di appartenenza.

Ma di questo Sassate si è già occupata pochi giorni fa. Se a tutto questo si aggiunge il probabile “scavalcamento” dell’Esercito ai danni della Marina per la nomina, all’inizio di novembre, del prossimo Chod, il quadro è drammaticamente sconsolante. E il triennio di Cavo Dragone al vertice della Marina (peraltro fortemente voluto dal Quirinale) non sembra davvero destinato a restare tra quelli memorabili.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

1 commento

  1. Sono un grande ammiratore dell’Ammiraglio Cavo Dragone (preciso, a scanso di equivoci, non sono né parente, né conoscente, né faccio parte della Marina!) di cui ho seguito tutta la straordinaria carriera fin dall’esordio come Capo Corso all’Accademia Navale : pochi Ufficiali di Marina, anche nel passato, possono vantare un curriculum, specie in ruoli operativi e non burocratici, come il suo (primo pilota italiano di “Harrier”, Comandante della “Garibaldi”, dell’Accademia, del COMSUBIN, del COFS, del COI, solo per citare i più rilevanti incarichi ricoperti) e, seguendo da tempo “Sassate” mi pareva di aver capito che anche Lei fosse un suo estimatore.
    Sulle difficoltà che incontra nel contrastare l’arroganza altrui, sono pienamente d’accordo con Lei, ma d’altronde Lei concorderà che chi indossa le stellette, non facilmente può opporsi ad un superiore gerarchico, specie senza l’appoggio dell’autorità politica.
    Nella fattispecie vorrei solo farLe notare che l’assegnazione dell’incarico di Comandante Logistico ad un Ufficiale dei Corpi Tecnici della Marina non è affatto una novità : anzi, il primo Comandante del Comando Logistico (alto comando istituito nel 2013) fu l’Ammiraglio Ispettore Capo del Genio Navale, Stefano Tortora, seguito poi dagli Ammiragli di Squadra Marzano (nel 2015), Caruso (nel 2016) e Serra (nel 2017).
    Nel complimentarmi per l’eccellente lavoro a sostegno di una corretta gestione delle nostre, amate, Forze Armate, La saluto cordialmente.

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