In attesa di conoscere la scelta del premier Draghi su chi sarà il suo consigliere militare (il generale De Leverano resta saldamente in pole position), il ministro della Difesa non intende farla passare liscia al Chod.

Il “blitz” con cui Vecciarelli ha candidato all’ultimo momento il suo capostaff, Presicce, viene considerato da Guerini (ma anche da tutti i vertici delle FFAA) uno sgarbo inaccettabile; una sfida che mina le stesse prerogative del governo in fatto di nomine.

E malgrado il titolare di via XX Settembre sia notoriamente un uomo mite (anche troppo), questa volta sembra deciso a ruggire. Come? Nei corridoi del ministero, circola la voce che l’ammiraglio Credendino possa alla fine dover cedere il passo come nuovo capo di gabinetto ad un “fedelissimo” di Guerini: il capo dell’ufficio legislativo, il generale dei carabinieri Salvatore Luongo, oltretutto inviso a Vecciarelli per aver sempre sventato alcuni dei colpi di mano tentati dal Chod e dal suo discusso capostaff.

Non è un mistero, ad esempio, che siano tutt’ora passati al microscopio determinati troppo rapidi passaggi del megapianogalattico Jamms-Caew destinato a favorire le industrie straniere e a convogliare quasi tutti gli investimenti della Difesa verso l’Aeronautica.

E d’altra parte, antipatie di Vecciarelli a parte, Luongo è sempre stato molto apprezzato da tutti gli ultimi ministri che si sono succeduti in via XX Settembre.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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