Difesa, il “caso Oto Melara/Wass” e i mercatisti miopi che invidiano Tafazzi

Ecco come ragionano i “mercatisti  de noantri”: fare cassa svendendo i nostri asset, piuttosto che rafforzare il capitale di una nostra eccellenza interna come Fincantieri. Complimenti a questi aspiranti Tafazzi. 

E sovranisti matricolati, dunque, quelli che difendono l’italianità di asset strategici per la nostra Difesa? Ce ne facciamo una ragione: è un’etichetta che accettiamo volentieri, integrandola però con l’aggettivo “intelligente”.
Perché è proprio di un “sovranismo intelligente” ciò di cui avrebbe bisogno oggi il nostro Governo.
Un sovranismo che non sia anti-europeo, ma prima di tutto pro-italiano.
Si leggono in rete articoli di presunti analisti finanziari (evidentemente filo-transalpini) che dopo la firma del Trattato Italia-Francia, invece di stracciarsi le vesti per il rischio di cessione di Oto Melara e Wass al consorzio Franco-tedesco Knds, inveiscono contro le ipotesi di aumento di capitale per Fincantieri, azienda di Stato peraltro in utile e leader mondiale nel suo campo, nonché riserva di know how tecnologico e bacino occupazionale fondamentale per il nostro. Attaccano preventivamente l’ipotesi di un aumento di capitale che, si badi bene, servirebbe nel caso a rafforzare ulteriormente un Gruppo già forte e strategico, non certo a ripianare delle perdite. E sempre appecoronati dinanzi ad altri Gruppi di Stato che per rafforzarsi o risolvere i propri problemi finanziari si limitano banalmente a svendere gli asset, con buona pace, oltre che del nostro know how, anche del destino dei lavoratori italiani.
Chi attacca Fincantieri, forse ispirato da chi è invece interessato a sacrificare pezzi importanti della nostra industria sul tavolo di superiori accordi internazionali, cita ancora l’uso strumentale che a suo dire sarebbe stato fatto della Sace per garantire le operazioni di Fincantieri: si è trattato invece di un uso sano di uno strumento che è servito a garantire il nostro credito all’export, altrimenti a rischio.
Un caso esemplare dì come abbia ben funzionato la collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, tra Istituzione e Industria.
Collaborazione ben ripagata da Fincantieri, che oltretutto è riuscita a salvaguardare il proprio carico di lavoro anche nel periodo peggiore del Covid, grazie alla sua solidità finanziaria, consentendo agli armatori di dilazionare i tempi di presa in consegna delle navi già ordinate.

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