Difesa: la Marina rischia di dover restituire milioni di euro a ufficiali e sottufficiali “scippati” per le quote dell’Ente Circoli

Da undici anni è stata abrogata la norma che autorizzava la Marina Militare a prelevare automaticamente dagli stipendi dei suoi dipendenti (ufficiali, sottufficiali, impiegati civili) le quote per i servizi offerti dai circoli. Una cifra che è arrivata a toccare quota 18,5 milioni di euro.
Ora, dopo un ricorso al TAR di Lecce, che gli dato pienamente ragione, un sottufficiale di Grottaglie ha vinto la causa per la restituzione del denaro sottratto illecitamente. Ed è iniziato un “braccio di ferro” che potrebbe finire per coinvolgere migliaia di dipendenti che non vogliono e non hanno mai voluto usufruire dei servizi dei vari circoli disseminati nel paese, ma che intendono anche loro farsi risarcire del denaro sottratto in questi dieci anni e bloccare i prelievi forzosi per il futuro.
 Una battaglia subito intrapresa dal battagliero Luca Marco Comellini, segretario politico del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari, che ha già intimato al CSMM Enrico Credendino di dare disposizioni al riguardo, minacciando in caso contrario di rivolgersi direttamente all’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, cioè al Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Si profila, insomma, una bella “grana” per l’amministrazione della Marina. E che potrebbe presto coinvolgere anche quelle delle altre forze armate che dovessero trovarsi nelle medesime situazioni.

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