Difesa, Latorre non si arrende ed è pronto alla guerra per bloccare la razionalizzazione decisa da Crosetto per l’AID

Nicola Latorre, già potente senatore Pd e presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama, ritiene che l’AID sia un suo feudo personale, da continuare a gestire anche ora che il ministro Crosetto non l’ha confermato alla guida dell’Agenzia (ma non era sicurissimo di restare in sella?).
Così, continua a riunire i “fedelissimi”, guidati da quell’ammiraglio Corona che è pronto a restare come consulente anche gratis, per preparare i piani di resistenza ad ogni costo.
E alla vigilia dell’insediamento della nuova DG scelta da Crosetto, la professoressa Fiammetta Salmoni, ha cominciato a scoprire le carte. “Il ministro, d’accordo con il segretario generale della Difesa e responsabile della DNA, Luciano Portolano -questo il succo del suo discorso- sta varando una riorganizzazione complessiva del dicastero che comporterà lo smantellamento dell’AID. Gli stabilimenti militari -ha spiegato- torneranno sotto l’egida del ministero, mentre le altre attività finiranno a Difesa Servizi. Per questo ha scelto al posto mio una giurista. Ecco -ha concluso- noi dobbiamo opporci a questo disegno scellerato con ogni mezzo: dai ricorsi in sede legale, alla mobilitazione dei sindacati”.
La prima mossa di questa controffensiva, sarà convincere la Salmoni a tenersi Corona come consulente, in modo tale da poter continuare a conoscere in anticipo le prossime mosse di Crosetto e Portolano. Il resto verrà automaticamente, grazie ad un collegio di avvocati amministrativisti (alcuni dei quali già sondati) e alla mobilitazione di sindacalisti nazionali e territoriali vicini al Pd.
La vendetta di Latorre è appena cominciata.

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