Difesa/Leonardo: Profumo alla disperata ricerca di un posto per il fedele “delfino” Giordo

Da ieri, ci sono decine di cellulari praticamente fusi. Da buttare. Sono quelli dei manager del comparto Difesa e dei loro “raccomandati”,  che adesso -con la caduta del governo Draghi- vedono sfumare i loro disegni e sogni di sistemazione.
Il più preoccupato è Alessandro Profumo. E subito dopo, Giuseppe Giordo. Poi, via via, tutti gli altri: da Fausto Recchia (Difesa Servizi) a Nicola Latorre (Agenzia Industrie Difesa); da Luciano Violante (Fondazione Leonardo) a Marco Minniti (Fondazione Med-Or, sempre Leonardo) e a Giuseppe Fioroni (super consulente del ministro Lorenzo Guerini). Tutti ex-parlamentari di spicco del Pd, partito grazie al quale (e ad “Arrogance”) trascorrono altri “anni ruggenti” nelle varie branche delle nostre industrie della Difesa.
Peccato che ora, con l’addio del “governo dei migliori”, le elezioni anticipate e la probabile vittoria del centro-destra, sappiano perfettamente di avere -tutti- i mesi contati. Presto, a Palazzo Chigi, non ci saranno più i Giavazzi e i Funiciello a garantire loro posizioni di potere e prebende a gogo’.
Così, il panico avanza e ci si attacca ai cellulari per chiedere udienza e -quando non è possibile- disperarsi in colloqui cifrati.
Il più preoccupato, come s’e accennato, è Profumo. Che da “banchiere etico“ ma navigato”, già aveva aveva mangiato la foglia e cominciato a guardarsi intorno da un po’ di tempo. Sembrava fatta per il suo trasloco al vertice di McKinsey Europa, ma sono improvvisamente sorte misteriose complicazioni (quelle giudiziarie attese da Milano?) e la trattativa si è bloccata. D’altra parte, non è un mistero che negli USA siano sempre molto attenti nei confronti di chi è alle prese con carichi pendenti. Ed ora pare che l’AD di Leonardo stia ridimensionando le sue pretese e perfino riconsiderando l’ipotesi di puntare, alla scadenza primaverile, alla poltrona del presidente Luciano Carta.
Già, ma in coppia con quale nuovo AD? Il sogno (che a questo punto resterà appunto un sogno) fino a qualche giorno fa, era quello di riuscire a far nominare -con una buona dose di sfacciataggine- nientemeno che il suo “compagno di merende” nel “D’Alema-gate”, Giuseppe Giordo. Il minimo risarcitorio per l’infedele manager di Fincantieri che si era schierato senza se e senza ma al suo fianco nelle vendita di navi e aerei alla Colombia. Da settimane, dopo aver risolto transattivamente il licenziamento deciso a suo tempo da Nicola Bono, l’ex-responsabile Navi Militari del colosso triestino si agita molto, sponsorizzato e spalleggiato da Profumo all’interno dell’universo Pd. Perché per “Arrogance” l’importante è impedire un ritorno in piazza Montegrappa dell’odiato Lorenzo Mariani, cioè del miglior manager dell’ex-Finmeccanica, mandato “in esilio” in MBDA Italia solo perché a suo tempo preferito a lui da buona parte della politica, salvo poi essere sacrificato a vantaggio di Profumo nella logica lottizzatoria. Ma ora, soprattutto se ci dovesse essere il “ribaltone” con la vittoria elettorale del centrodestra, Mariani sembra proprio il più autorevole aspirante alla successione del “banchiere etico”.
Giordo, comunque, si era già preparato -sempre d’intesa con “Arrogance”- un piano B. Che ora spera di poter portare lo stesso a dama: prendere il posto di Mariani come AD di MBDA Italia. L’importante, per lui, è insomma non dover rimanere a spasso e restare ad operare nell’ambito del comparto della Difesa.
L’aspetto più sconcertante di questo assalto alla diligenza, è che non ci sarebbe da meravigliarsi (e difatti qualche indizio telefonico già circola tra i bene informati) se adesso Giordo facesse finta di sganciarsi dal carro di Profumo per provare a saltare su quelli dei pochi esponenti del centrodestra che ancora contano nel settore. Rivendicando vecchie amicizie politiche, poi scartavetrate dopo essersi fatto avvolgere dalla fragranza di “Arrogance”.
Quanto al panico che informa gli attuali comportamenti degli altri “manager” (si fa per dire) della Difesa targati Pd, converrà tornarci sopra prossimamente…

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