
Europee, quello che i “vedovi di Bruxelles” non dicono
Dicono che ha vinto il Ppe, che il Pse ha tenuto e che, insomma, la “maggioranza Ursula si può riproporre”.
Dicono anche che “l’avanzata delle destre sovraniste e scettiche c’è stata”, ma che tutto sommato si potrà gestire. Dicono.
E quando lo dicono, su giornali e tv, con aria compunta e accigliata, magari trovano chi sia disposto a credergli. Sbagliato. Sbagliatissimo. Questa cantilena è una clamorosa bugia.
Una bugia consolatoria, forse, frutto di contentino aritmetico, per tutti i “vedovi” inconsolabili di Bruxelles, ovvero di chi con le cervellotiche regole della burocrazia Ue, del “green deal”, della truffa “vaccini” e della recente deriva guerrafondaia, si è allegramente pasciuto.
La verità che fingono di non capire e giammai di divulgare è che in Germania, Francia e Italia – i tre paesi fondatori più importanti per popolazione e pil – gli elettori hanno sonoramente spernacchiato le politiche cervellotiche promosse, nei cinque anni andati, con piglio decisionista della Commissione Von der Leyen sostenuta da Verdi e Liberali, non per niente i partiti più penalizzati dal voto popolare.
Non tenere conto di questo dato di realtà più che difficile sarà impossibile. E Giorgia Meloni lo sa.
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