
Fermento in ITALGAS per il potere assoluto (e i riposizionamenti) di Gallo
C’è un gran parlare nei corridoi di palazzo sul quarto mandato di Paolo Gallo a Italgas. Troppo potere, troppa autonomia, troppo tempo in quel ruolo. E il Cda, dicono, appare insoddisfatto della scarsa completezza di informazioni che vengono condivise dall’ad, in particolare su operazioni strategiche della società.
Gallo si sarebbe lanciato anche in nomine interne senza alcun passaggio preventivo con il MEF, salvo telefonare spesso al capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio, Gaetano Caputi, che però a sua volta avrebbe dato consigli personali più che frutto di istruttorie a largo raggio .
Nelle ultime settimane, poi, Gallo avrebbe provato ad avvicinare anche esponenti di schieramenti opposti a quelli della maggioranza che pure lo ha riconfermato. Tutto lecito, ci mancherebbe, ma a qualcuno non è andato già il tentativo di riposizionamento.
Insomma, da una parte l’ad snobba il cda e la maggioranza, dall’altra flirta con le opposizioni e con il gabinetto della premier che, tra l’altro, sembra non essere piu allineato con lo stesso apparato politico di Palazzo Chigi. Infine c’è da dire che anche il rapporto tra l’amministratore delegato e il Presidente, Paolo Ciocca, che ormai sembra essere teso come una corda di violino. Ciocca, con un passato da alto dirigente dello Stato, già commissario Consob, gode della fiducia del Mef e del sistema istituzionale. Averlo messo nel ruolo di mero Presidente “osservatore”, non sta portando benefici all’azienda.


