FS: Ferraris verso la conferma; calano le chances di Corradi e Donnarumma (malgrado il gradimento di Salvini)

Si profila un “braccio di ferro” all’interno della maggioranza per le nomine in FS. L’asse FdI-FI dovrebbe però alla fine portare alla conferma di Luigi Ferraris. A giocare in favore della continuità e quindi del manager genovese, oltre ai brillanti risultati ottenuti, sembra dirimente l’ottica della prossima quotazione parziale in Borsa. Cioè il rispetto dei limiti del deficit, come garanzia di vicinanza alle esigenze del mercato senza mettere in discussione il controllo pubblico.

Ferraris, che già in Enel ha partecipato alle diverse tranche di collocamento in Borsa e poi ha quotato con successo le Poste, è quindi il manager che andando in continuità (e date le sue caratteristiche professionali),  offrirebbe in questo senso le maggiori garanzie.
La Lega sembrerebbe preferire un cambiamento. Ma per le considerazioni appena dette, ha difficoltà a trovare il manager adatto. Una prima ipotesi sull’AD di Trenitalia, Luigi Corradi, sembrerebbe inesorabilmente crollata dopo le figuracce del manager in un paio di episodi cruciali : la fermata extra a Ciampino per il ministro Lollobrigida L e il treno speciale Rai per Sanremo.
Così, Salvini starebbe provando  a puntare su Stefano  Donnarumma, ipotizzando di farlo digerire alla Meloni, in quanto gia‘ candidato preferito della premier per l’Enel. Ipotesi  molto discutibile  in partenza, visto che lo stesso manager era stato poi escluso  dai candidati per l’Enel a causa delle fortissime critiche di modeste capacità sollevate dai grandi investitori istituzionali. Investitori che costituirebbero un’interfaccia strategica proprio nel caso di parziale quotazione di Fs (che sta invece procedendo secondo la tabella di marcia).
Non sarà certamente confermata, invece, la presidente Nicoletta Giadrossi, che -nominata da Draghi- tornerà alle sue attività internazionali senza troppi rimpianti.
Ancora in alto mare la partita su Anas, fortemente legata fra l’altro anche alle nomine in Fs. Il vertice di via Monzambano, pur scelto dalla politica, e’ formalmente indicato dal Cda di Ferrovie. Sul tema non girano ancora  indicazioni rilevanti per la sostituzione di Aldo Isi (probabile).
Si registra solo un grande attivismo da parte dell’ex presidente Andrea Gemme, quota Lega, ora alla guida di una controllata Fincantieri.
FdI avrebbe però già comunicato agli alleati che intende essere protagonista sulle scelte dei nuovi vertici, che dovranno garantire lo smantellamento dei centri di potere. E non solo di quello vicino al “clan Verdini”.

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