GIORNALI: in attesa di poter liquidare anche Repubblica e Stampa, la GEDI vende il Secolo XIX; sinistra e centristi all’assalto

Il campo largo, che largo non è, potrebbe riallargarsi a Genova nel campo della informazione o della propaganda.  La sinistra si sarebbe compattata nel capoluogo ligure, lanciandosi in una crociata per conquistare lo storico quotidiano ligure, Il Secolo XIX, che il gruppo Gedi ha messo in vendita, continuando nella politica di smantellamento del suo impero editoriale.
I crociati, tutti di sinistra si sarebbero compattati dietro a due condottieri, amici di vecchia data. Da un lato l’ex ministro dei Trasporti, Claudio Burlando, Pci doc e da tutti scaramanticamente chiamato Gerundio; dall’altro Giulio Schenone, imprenditore portuale che a sua volta in questo periodo avrebbe posto in vendita una sua partecipazione in un terminal portuale genovese, e che è titolare di una storica agenzia marittima, la Medov, un tempo legata a due operatori greci, Chandris e Poulides.
Non nuovo ai blitz e alle mosse repentine, Schenone che non ha mai risparmiato polemiche e critiche contro il Sindaco di Genova, Marco Bucci e altri operatori portuali non allineati. Ora, avrebbe già chiesto e ottenuto i conti del quotidiano per le cosiddetta due diligence. E poi, nella tradizione genovese del “io comando tu paghi”,  avrebbe contattato alcuni imprenditori di taratura internazionale (e in questi giorni all’onore delle cronache), proprio per trovare chi ci mette i soldi.
Il tutto sotto il nume tutelare Burlando che ha abbandonato, almeno sino alla prossima stagione, la sua passione primaria per la ricerca dei funghi, rilanciandosi nell’agone polito e ovviamente portuale, nel quale per anni -prima da Sindaco di Genova, quindi da ministro dei Trasporti- aveva fatto il bello e il cattivo tempo, grazie anche all’alleanza di ferro con i “camalli”.
Ma se si tratta di porto a Genova le cose sono sempre piú complesse del normale. Nella caccia al Secolo si sarebbe impegnato anche Giovanni Toti, che sogna un terzo mandato in Regione e che avrebbe collocato sulla rampa di lancio un piccolo editore televisivo genovese, Maurizio Rossi, proprietario di Primo Canale e per un mandato senatore nella Lista Monti. E Rossi avrebbe incontrato  a tempo di record l’amministratore delegato di Gedi, Scanavino e l’ad di Gnn Corradi.
Anche questa possibile  colonizzazione rosa e arancione (i colori della Lista Toti) avrebbe risvegliato la sonnolenta redazione del Monono, come viene chiamato a Genova Il Secolo XIX, che di affrontare una stagione da “quotidiano usa e getta” al servizio di politici variamente colorati, non ha proprio nessuna voglia.

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