Grandi manovre nel fortino del centrosinistra di Nomisma: esce il mitico arraffanomine Gnudi ed in pole per sostituirlo c’è Carlo Gherardi (CRIF), gradito al Pd

Già tre conferme successive non erano mai accadute. Ma visto che persino i Papi hanno preso il vizio di dimettersi, anche nel destino di Piero Gnudi, finissimo skipper della politica e dell’economia statale italiana, sembra essere arrivato il momento di tirare i remi in barca. E non nella sua amata Elba. 85 anni nel maggio prossimo, Gnudi dovrebbe lasciare (malvolentieri) dopo tre mandati la presidenza di Nomisma, il centro studi di Bologna dall’opinione pubblica ricondotto a Prodi, alla sinistra DC ed ora al PD. Pronto ad arroccarsi e cristallizzarsi su una posizione leader nel settore del mercato immobiliare, dopo la complicata gestione del caso Nomisma Energia, che rientrerà presto e a caro prezzo sotto il totale controllo della “casa madre”.
A fine anno l’intero Consiglio di Nomisma decadrà per fine mandato, così come la carica del presidente Gnudi e dell’amministratore delegato, Luca Dondi, protagonista in questi giorni di un inconsueto botta e risposta con il Sindaco di Bologna. Segno che anche nella città delle Due Torri, l’unica rimasta dove non si muove foglia che il PD non voglia, si preparano quindi grandi cambiamenti e si scavano nuove trincee in vista di alleanze protettive.
Riconosciuto come l’unico commercialista in grado di rappresentare centro e sinistra, essendo l’uomo dei numeri di Prodi ma anche di Casini, Gnudi sempre con una riservatezza ineguagliabile, ha occupato poltrone di assoluta eccellenza: Ministro per gli Affari Regionali, Sport e Turismo nel Governo presieduto da Mario Monti, è stato Presidente e Amministratore Delegato di IRI S.p.A., Presidente ENEL S.p.A., TERNA S.p.A., WIND S.p.A., RAI HOLDING S.p.A., LOCAT S.p.A., ASTALDI S.p.A., MIRBIS Moscow International Business School e OME Observatoire Méditerranée de l’Energie Parigi; poi è stato anche Amministratore Delegato di CARIMONTE HOLDING, Vice Presidente di BANCA DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, di CREDITO ROMAGNOLO, di UNICREDIT CORPORATE, Consigliere e Sindaco di varie società fra le quali ENI, CREDITO ITALIANO, STET, MERLONI, FERRÈ, ALFA WASSERMANN, UNICREDIT e IL SOLE 24 ORE. E ancora: consigliere economico del Ministro dell’Industria e del Commercio con l’Estero Alberto Clò nel Governo tecnico presieduto da Lamberto Dini (1994), consigliere economico del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi nel Governo presieduto da Matteo Renzi (2016),  Commissario della Amministrazione Straordinaria del Gruppo Fochi, Commissario Governativo e successivamente Commissario della Amministrazione Straordinaria del Gruppo ILVA. Per finire, oggi è membro della Giunta Direttiva di ASSONIME.
Ma più delle poltrone prevarrà questa volta l’età anagrafica. Cosi, in Nomisma si è già aperta la caccia al successore, anche se (forse prematuramente) c’è chi sostiene che il nuovo presidente sia già stato scelto nel segno della continuità e della sintonia dell’attuale management di vertice della società di ricerca. E a scorrere gli elenchi degli azionisti e degli attuali consiglieri Nomisma, fra cui anche l’ex ministro Gian Luca Galletti, si puó ben capire perché la scelta dovrebbe ricadere sulo schivo Carlo Gherardi, Presidente di quella Crif (centrale rischi che non è della Banca d’Italia,  ma ad azionariato privato): una specie di collettore e distributore a una impressionante platea di banche in Italia all’estero, (da quelle vietnamite a, più recentemente, anche alle irlandesi ad alto valore specifico nel mondo della finanza) di tutti i dati bancari. In particolare, di quelli degli italiani. Centrale rischi privata che puó determinare (con le informazioni che veicola e diffonde proprio agli Istituti di credito) l’erogazione o il veto a un prestito e ai mutui.
Azionista di maggioranza di Nomisma, con il 30% delle azioni, e secondo voci rimbalzate da Strada Maggiore (sede della società di studi in Bologna) interessato ad acquisire il controllo totale di Nomisma, Gherardi è teoricamente in grado di confermare gran parte del Consiglio oggi composto dall’ex-ministro casiniano Gian Luca Galletti (indipendente), Remo Taricani (Unicredit), Walter Ottolenghi (Mediolanum) e Manuele Bonora (Mps). Inoltre, da Antonio Calabrò (Pirelli), Gianpiero Calzolari (Granarolo), Stefano Cavazza (Crif) e, appunto, dallo stesso Gherardi. Ma ci sono anche Maurizio Marchesini (Marchesini Group), Giovanni Pecci (Bnl), Juan Enrique Perez Calot (Bbva), Stefano Rossetti (Bper), Giovanna Concezione Ruda (Covivio) e, infine, Giulio Santagata (indipendente), Gian Luca Santi (Unipol) e Giordano Villa (Deutsche Bank), nonché l’AD Dondi.
Secondo molti, una volta fatta sua la soglia del 51% dell’istituto di ricerca, Gherardi potrebbe anche decidere di portare al vertice operativo di una Nomisma ben diversa da quella pluri-azionariato delle origini, un candidato di facciata. E a questo proposito circola con insistenza il nome dell’ex ministro dell’Agricoltura (oggi europarlamentare nel travagliato gruppo socialista) Paolo De Castro, neanche a dirlo di stretta osservanza Pd.
Ma proprio queste manovre stanno accendendo i riflettori del ministero dell’Economia su Crif, dopo che nell’ambiente dei costruttori edili  (fra i principali committenti dei servizi e quasi partner di Nomisma nella stesura del prodotto di punta, l’Osservatorio immobiliare) proprio il ruolo svolto da Crif come consigliere privilegiato (e credit bureau privato) delle banche nell’acquisto selettivo di credito connesso con il superbonus del 110%,  ha suscitato molti interrogativi, palesatisi peraltro anche in ABI. Dato che ció si sta ripetendo anche nell’ambito delle procedure di erogazione dei fondi del PNRR, dove ancora Crif, come si legge sul sito, si candida a svolgere il ruolo di deus ex machina. “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – si afferma nel sito -si inserisce all’interno del programma Next Generation EU, ovvero il pacchetto da 750 miliardi di euro in risposta alla crisi pandemica in atto. In Italia, si traduce in circa 200 miliardi di euro di investimenti, 1/3 destinato a imprese e privati. CRIF è al fianco dei player finanziari per definire dei modelli operativi validi per il PNRR. Come accaduto per il Superbonus, i player finanziari che riusciranno a partire per primi avranno il vantaggio di posizionarsi come apripista sul mercato in ambito PNRR”.
Parole scolpite non solo sul web ma sulla pietra e degne quasi di un ministero dell’Economia in versione privata. E ci sta tutto, visto e considerato che oggi Crif “dialoga” e veicola (con un sistema informatico a tecnologia avanzata) informazioni a oltre 10.500 banche e società finanziarie, 600 assicurazioni, 82.000 imprese e 1.000.000 di consumatori (spesso soggetti passivi) che nel mondo utilizzano i suoi servizi e sulla base di questi definiscono buoni e cattivi fra chi richiede finanziamenti..
 “l SIC (Sistemi di informazione creditizia) di CRIF – si legge ancora nel sito – raccolgono dagli istituti di credito informazioni sui finanziamenti richiesti e ottenuti da consumatori e imprese, per fornire a chi richiede un nuovo credito un’importante “referenza” nei confronti di banche e società finanziarie alle quali si rivolge”.
Precisando che il Crif non decide chi sia degno di essere finanziato o di accendere un mutuo, fornisce solo informazioni e suggerimenti.
Certo, come no. L’importante è che baci la pantofola del Pd.
Non basta tutto questo al ministro Giorgetti per voler vederci chiaro in questo ginepraio di interessi, visto che per il suo ineffabile DG del Tesoro, Rivera, siamo solo di fronte alla libera concorrenza, senza alcun intrigo o inquinamento politico?
Ecco, comunque, chi sono gli azionisti di NOMISMA
• CRIF S.p.A.
• Unicredit S.p.A.
• Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
• Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.
• Banca Mediolanum S.p.A.
• Pirelli & C. S.p.A.
• CEDACRI S.p.A.
• COVIVIO S.A.
• Coop Alleanza 3.0 Soc. Coop.
• UNIPOLSAI Finance S.p.A.
• ACCENTURE Financial Advanced Solutions & Technology S.r.l.
• Deutsche Bank S.p.A.
• Ciervana S.A. (Gruppo B. Bilbao Vizcaya)
• I.M.A. Industria Macchine Automatiche S.p.A.
• Marchesini Group S.p.A.
• Edison S.p.A.
• MITTEL S.p.A.
• Banca di Bologna Credito Cooperativo società cooperativa
• Emilbanca Credito cooperativo
• Intesa Sanpaolo S.p.A.
• Credit Agricole Italia S.p.A.
• Conserve Italia Soc. Coop. Agricola
• Dompè Holding S.r.l.
• FCA Italy S.p.A.
• DODATA
• Bignami S.r.l. – Produzioni Avicole (in liquidazione)
• Banco Bilbao Vizcaya Argentaria S.A. (S)
• Axiter S.p.A.
• Cirio Finanziaria S.p.A.
• Ferrarini S.p.A.
• Ghinzelli Marino Industria Macellazione S.p.A.
• UNIPOLSAI Assicurazioni S.p.A.
• BPER Banca S.p.A.
• Ariston Thermo S.p.A.
• Mediobanca S.p.A.
• JHSW Limited
• Fondazione EDISON
• Food Trend Foundation
• Finalca S.r.l.
• HCE Costruzioni S.p.A.
• ISVAFIM S.p.A.
• Assicurazioni Generali S.p.A.
• ABIBES S.r.l. (in liquidazione)
• Coop. Muratori & Cementisti Scarl
• Finanziaria Bolognese FI.Bo. S.p.A
• Electrolux Italia S.p.A.
• Sara Assicurazioni S.p.A.
• Finarvedi S.p.A.
• Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino
• Datalogic S.p.A.
• Credito Emiliano S.p.A.
• Ieffe Holding S.r.l. (in liquidazione)
• Banco BPM S.p.A.
• Telecom Italia S.p.A.
• O.R.I. Martin Holding S.r.l.
• CPC Compagnia Progetti & Costruzioni S.r.l. società unipersonale
• Protex Italia S.p.A.
• Banco di Sardegna S.p.A.
• ASSOLOMBARDA Confindustria Milano Monza e Brianza
• CEDASCOM S.p.A.
• Cloetta Italia S.r.l.
• Marazzi Group S.p.A.
• Paolo Castelli S.p.A.
• Iccrea Holding S.p.A.
• Citibank NA. Italia

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