GSE: invece di risolvere i problemi della sicurezza provocati dagli hacker, Ripa di Meana pensa a nuovi (e costosi) dirigenti

L’amministratore unico Ripa di (rigorosamente minuscolo, ci tiene !) Meana si appresta ad aprire le danze al GSE per nominare nuovi dirigenti e procedere ad un’infornata di assunzioni.
Il Gse è la società dello Stato che promuove e sostiene progetti di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica per la sostenibilità ambientale nel Paese. Società pubblica, dunque.
E c’è chi si domanda se i criteri di selezione pubblicati sul sito istituzionale siano rispettosi delle regole imposte alle società partecipate per il reclutamento del personale esterno o per l’avanzamento del personale  interno  all’azienda.
Così come c’è anche chi osserva  la coincidenza nell’aprire le porte ad assunzioni o avanzamenti di personale nell’azienda pubblica in un momento nel quale il governo uscente è al termine e quello entrante è distratto da una non semplice composizione.
Oltretutto, con un Ministro “vigilante” cui rimane oramai poco da vigilare e deve solo occuparsi degli affari correnti .
Ma che Ripa di (si raccomanda minuscolo) Meana si voglia  distinguere per una esemplare gestione della cosa pubblica, dote indiscussa dei “migliori”,  di cui lui è rimasto  un fulgido esempio essendo stato collocato là dal duo Giavazzi-Funicello, non è certo una novità. È difatti è tutto un andare a convegni, a parlare e brigare per farsi notare. Persino all’Aniene,dove non sapevano chi fosse, se c’è un problema di bolletta, magari legata alle problematiche “green”, ora chiedono pareri all’oracolo.
Nel frattempo, appunto, per dare un senso alla poltrona,  si sta dando da fare per  riorganizzare il Gse : tanto, chi se ne accorge? E da buon amministratore unico lo fa con il Collegio sindacale e la benedizione del magistrato della Corte dei Conti che dovrebbe vigilare a sua volta. Perché il GSE è un luogo dove già almeno 10 dirigenti viaggiano su 240mila €. Ed ora l’intenzione è di aumentare i dipartimenti per giustificare i nuovi dirigenti. Con tutto ciò che ne consegue, invece di ridurre le spese.
Sorge spontanea la domanda: ma la tanto strombazzata “spending review” vale ancora o no? E allora si efficienti con il personale esistente !
Ma RdP ci tiene a essere notato e allora sarà pure il caso che al MEF notino (e facciano notare al prossimo ministro) cosa sta combinando questo raccomandatissimo amministratore unico.
Ma perché, poi, Ripa di Meana (… attenti alla d minuscola ) vuole efficientare  la società dopo che gli hacker lo hanno ridicolizzato? Forse perché vuole mostrarsi al governo di centrodestra
pronto ad accogliere a braccia aperte chi si presenterà o sarà presentato per assunzioni o avanzamenti di carriera ?
Che senta improvvisamente la necessità di farsi notare dal nuovo governo? Da chi, in via della Scrofa, sta inventariando tutte le poltrone in scadenza e quelle che sarà meglio fare scadere in anticipo?
Il sospetto, c’è tutto. RdP, insomma, potrebbe anche voler essere annoverato (prendendo esempio da Profumo, AD di Leonardo) fra coloro che applaudono al nuovo, cercando di far dimenticare come invece siano tipici manager prodotti e beneficati dal Pd o dal “governo dei migliori”.
Sarà il caso di fargli sapere che non basterà la “di”minuscola  per consentirgli di andare avanti, infischiandosene  di  ciò che ha combinato fino ad ora e ancora vorrebbe combinare.

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