
Il data center di Sberbank, nuovo bersaglio strategico
Zelensky ha deciso di colpire con i droni il più grande data center della Russia, a Balakovo, città sul Volga a circa 800 chilometri a sud-est di Mosca. La struttura appartiene a Sberbank, la maggiore banca russa e una delle aziende tecnologiche più strategiche del Paese.
Poche ore dopo, i vertici militari ucraini hanno denunciato l’interruzione, senza spiegazioni, dei terminali Starlink di grado militare collegati ai droni d’attacco. La ricostruzione, però, è stata più sfumata: i terminali non sarebbero stati spenti del tutto, ma “accecati” in parte, attraverso un limite alla velocità dei droni.
Le due iniziative erano state concordate? Elon Musk ha detto di aver ricevuto un ordine dal Pentagono. Per ora, la sequenza resta opaca. È probabile che il servizio venga ripristinato, poi magari limitato di nuovo: accensioni e accecamenti potrebbero alternarsi mentre Washington cerca di esercitare il proprio controllo sulle operazioni ucraine.
Ma il punto è un altro. Nell’era dell’intelligenza artificiale, il data center è diventato un baricentro strategico: custodisce potenza di calcolo e conoscenza, sostiene infrastrutture digitali e concentra capacità di governo politico e operativo. È l’acropoli del nostro tempo, insieme fisica e digitale.
Per questo la scelta del bersaglio pesa ben oltre il danno materiale. Se capiremo chi ha preso la decisione di colpire il centro di Sberbank, capiremo anche qualcosa in più sulla traiettoria della guerra: se si va verso una conclusione, oppure verso una nuova fase di escalation.


