
LAGARDE PREPARA LA FUGA: LA FRANCIA TREMA E LA BCE NON PUÒ PIÙ SALVARLA
Christine Lagarde potrebbe lasciare anticipatamente la BCE per approdare al World Economic Forum. Ufficialmente, una prestigiosa opportunità internazionale. Politicamente, una fuga quanto mai opportuna prima che la crisi del debito francese esploda in tutta la sua gravità.
Il tempismo è illuminante. Anticipare la successione consentirebbe a Emmanuel Macron e agli altri leader europei di blindare Francoforte con un presidente centrista prima delle elezioni francesi del 2027, sottraendo la nomina a un eventuale governo del Rassemblement National.
Altro che indipendenza delle istituzioni europee! Qui siamo alla gestione preventiva degli equilibri politici.
Ma il vero problema è un altro. Lagarde sa perfettamente che, davanti a una crisi del debito francese, non potrebbe replicare il celebre «whatever it takes» di Mario Draghi.
All’epoca l’inflazione era bassa e la BCE disponeva di margini di intervento oggi assai più ristretti. Lo stesso Draghi ha ricordato che il contesto è radicalmente cambiato.
Lo strumento antiframmentazione TPI, spesso evocato come soluzione miracolosa, non ha mai superato una verifica giudiziaria. E soprattutto non può trasformarsi automaticamente in un programma di salvataggio incondizionato di uno Stato che paga le conseguenze delle proprie scelte di bilancio.
L’alternativa sarebbe il programma OMT, subordinato a condizioni rigorose e all’intervento del Meccanismo europeo di stabilità. Una prospettiva politicamente esplosiva per Parigi.
Ecco dunque il grande paradosso europeo: per anni Bruxelles ha predicato disciplina fiscale mentre Francoforte garantiva protezione ai mercati obbligazionari. Adesso che a tremare è la seconda economia dell’eurozona, si scopre improvvisamente che la BCE non può comprare debito pubblico senza limiti.
La verità è che il sistema europeo è stato costruito sull’illusione che la politica monetaria potesse neutralizzare qualsiasi rischio sovrano.
Ma quando a perdere la fiducia sono gli investitori internazionali, le dichiarazioni rassicuranti non bastano. Servono acquisti effettivi di titoli. E quegli acquisti potrebbero scontrarsi con vincoli giuridici e monetari insormontabili.
Lagarde potrebbe cambiare poltrona. Il debito francese, invece, rimarrà.


