La Brexit non si rovescia a parole

La Brexit non si rovescia a parole

14 ottobre 2026

La retromarcia di Andy Burnham sulla Brexit si è scontrata subito con la realtà. Londra ha deciso di non adottare i dazi europei sulle auto cinesi e ibride plug-in, né l’Industrial Accelerator Act o un nuovo regime tariffario. Eppure, se si vuole riavvicinare il Regno Unito all’UE, questo sarebbe stato un primo passo necessario.

Bruxelles sostiene di temere che le auto cinesi possano entrare nel mercato europeo passando dal Regno Unito. Ma l’accordo tra le due parti già prevede che siano comunque soggette ai dazi europei. Se ci fosse elusione, l’UE potrebbe ripristinare i controlli doganali. Il nodo, quindi, sembra un altro: proteggere la quota di mercato dei costruttori europei in Gran Bretagna. Una scelta commerciale aggressiva, che mostra quanto gli interessi delle due sponde della Manica si siano allontanati.

La divergenza è ancora più evidente sull’intelligenza artificiale. Londra ha scelto di lasciare spazio all’innovazione dentro le regole esistenti; Bruxelles ha costruito la propria impostazione anticipando i rischi. Il risultato è che il Regno Unito ha raccolto quest’anno oltre metà dei nuovi investimenti europei nell’IA. Riavvicinarsi all’UE significherebbe affrontare anche questo divario normativo.

Dopo la Brexit, il Regno Unito non ha cercato una rottura regolatoria sistematica: spesso è stata l’Unione a cambiare, mentre Londra non la seguiva. E oggi l’UE si muove verso politiche industriali più protezionistiche, sostenute anche dalla Germania, la cui industria automobilistica è sotto pressione cinese. Se Londra fosse rimasta nell’Unione, forse avrebbe contribuito a orientarne diversamente le scelte.

Il paradosso per Burnham è politico. Il Fondo monetario prevede che quest’anno l’economia britannica superi quella europea; la produttività mostra segnali di ripresa nel Regno Unito, non nell’UE. Se la ripresa arriverà, Burnham vorrà rivendicarla. Davvero sacrificherà questa prospettiva elettorale per rientrare nell’Unione? Le parole pronunciate al congresso laburista sembrano rivolte soprattutto a chi non ha ancora accettato la Brexit. Invertirla richiederebbe capitale politico e un lavoro concreto di riallineamento. Per ora, non se ne vede traccia.