
La calunnia di Armanna contro Paradiso e il silenzio dei media che avevano suonato la grancassa
Ci sono voluti cinque anni per fare luce sulle balle del dirigente ENI Vincenzo Armanna; ma alla fine anche i giudici di Milano sono riusciti a farcela, malgrado l’imbarazzo per il coinvolgimento di quei loro colleghi che nascondevano le carte “sfavorevoli” all’accusa. E così abbiamo potuto accertare definitivamente che il funzionario di polizia ed ex-007 Filippo Paradiso era innocente e vittima delle calunnie di Armanna, condannato a due anni e mezzo.
Peccato, però, che questa notizia abbia interessato solo pochissimi media, con le lodevoli eccezioni dei soli Corriere della Sera, La Verità e di qualche quotidiano locale. Silenzio di tomba, invece, da parte di Repubblica, Fatto quotidiano, Stampa e Domani, cioè di quei giornali che sul linciaggio di Filippo Paradiso (ovviamente nella chiave delle malefatte dei soliti servizi “deviati”) ci hanno rifilato per anni decine e decine di paginate.
Ora che gli è crollato il castello di menzogne sulla Loggia Ungheria e non possono più dare la caccia a quei “massoni fasulli”, costruendoci sopra trame di ogni genere, è meglio far finta di niente e nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Tanto a chi può interessare di restituire l’onore ad un Paradiso qualsiasi?
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