La faziosità anti-Piantedosi del “maestrino dalla penna rossa” del Corriere della Sera

La faziosità anti-Piantedosi del “maestrino dalla penna rossa” del Corriere della Sera

22 febbraio 2026

Il “Corriere della Sera” ha potuto sfoggiare per molti anni i migliori cronisti giudiziari italiani, a cominciare da Roberto Martinelli, principe assoluto della categoria.

Peccato che ora sia costretto ad accontentarsi di Luigi Ferrarella, noto all’inclita e al volgo per sciorinare pezzi con lead di mezza colonna difficilmente comprensibili, in cui vengono mescolati disordinatamente tutti i particolari di vicende complicatissime. Pazienza.

Convinto di essere non solo un grande cronista, ma anche un forbito commentatore, Ferrarella riesce però a farsi pubblicare anche degli pseudo-corsivi altrettanto confusionari nella forma e approssimativi nella sostanza.

Ieri, per esempio, ha voluto esibirsi sugli oggettivamente inquietanti retroscena dell’omicidio del pusher di Rogoredo. Con un titolo che era tutto un programma: “Il caso Rogoredo faccia riflettere prima di parlare”.

Giusto, perché è fuori discussione che ci siano state improvvide dichiarazioni in difesa del poliziotto che ha ucciso lo spacciatore.

Peccato, tuttavia, che il primo a “riflettere prima di parlare” doveva essere proprio il cronista di via Solferino, che nella foga di attaccare il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, gli ha attribuito le parole pronunciate dal suo collega Matteo Salvini.

Oggi, il “Corriere” ha rettificato e si è scusato per l’errore, nascondendo il meglio possibile la “gaffe” del suo redattore. Ma se magari d’ora in poi farà rileggere i componimenti di Ferrarella, potrà evitare ulteriori brutte figure.