
La NATO non chiede piu patenti di democrazia: basta essere utili
Il vertice NATO di Ankara ha mandato definitivamente in pensione una delle più grandi ipocrisie dell’Occidente: l’idea che per far parte dell’Alleanza Atlantica sia necessario condividere valori democratici, libertà e Stato di diritto. La nuova regola è molto più semplice: non importa quanto sei democratico, importa quanto sei utile.
Benvenuti nella NATO 3.0.
Il concetto porta la firma di Elbridge Colby, sottosegretario alla Guerra americano e teorico del disimpegno selettivo degli Stati Uniti. La sua idea è elementare: Washington non può più permettersi di combattere contemporaneamente in Europa, Medio Oriente e Indo-Pacifico. È il cosiddetto «problema della simultaneità». Di conseguenza, gli europei devono cominciare a pagare, produrre armi e soprattutto difendersi da soli sul piano convenzionale. Gli Stati Uniti manterranno l’ombrello nucleare. Per tutto il resto, arrangiatevi.
Ad Ankara questa rivoluzione è diventata plastica. Mentre i giornalisti venivano coccolati con dolci turchi, profumi, tazzine di porcellana e perfino gattini d’Angora, circa 70 mila uomini garantivano la sicurezza del vertice. Nelle settimane precedenti erano state vietate le proteste e arrestati centinaia di attivisti e oppositori della NATO.
Qualche atlantista liberale ha storto il naso. Male. Perché la NATO non sta tradendo la propria storia. Sta semplicemente tornando alle origini.
La NATO 1.0 nacque per contenere l’Unione Sovietica e non si fece troppi problemi a convivere con il Portogallo di Salazar o a collaborare con la Spagna di Franco. La NATO 2.0, quella del dopo Guerra fredda, si trasformò invece in una macchina globale di interventismo: Kosovo, Afghanistan, Libia. Il risultato fu quella gigantesca espansione della missione che gli americani chiamano «mission creep».
Ora arriva la NATO 3.0. Meno valori, più deterrenza. Meno sermoni, più missili.
Non a caso Ankara ha ospitato un gigantesco Forum dell’industria della difesa. Mark Rutte ha parlato di «rivoluzione industriale della difesa» e sono stati annunciati almeno 50 miliardi di dollari di nuovi accordi, di cui 40 miliardi nelle capacità anti-drone.
Il nuovo metro di giudizio è quindi la capacità industriale. E la Turchia di Erdoğan rappresenta il modello perfetto: secondo esercito della NATO, industria militare in piena espansione, oltre 10 miliardi di dollari di esportazioni nella difesa e pochissimo interesse per le prediche liberal-internazionaliste.
La nuova NATO non vi chiederà quanto siete democratici. Vi chiederà quante munizioni producete, quanti droni potete abbattere e quanti soldati siete capaci di schierare.
Il resto è arredamento.


