
Le lezioni di Alemanno sul “Futuro Nazionale” della destra sociale e i suoi precedenti in Campidoglio
Ma certo, come no. Gianni Alemanno, grazie alla solita intervista in ginocchio della soccorrevole “Repubblica”, decide di spiegare al suo vecchio elettorato come e qualmente Roberto Vannacci sarà il nuovo imbattibile leader della “vera destra”. Meglio, della “destra sociale” del futuro.
E così, cercando di mescolare gli errori di Gianfranco Fini con la linea politica seguita in questi anni di governo da Giorgia Meloni, spiega all’inclita e al volgo che non si vince “facendosi risucchiare dal centro” ma guardando alle varie destre che avanzano in Europa. Linea dura senza paura, vedi la Le Pen in Francia e l’AFD in Germania.
Il che potrebbe anche essere vero, ma non certo proclamato da un aspirante ideologo che quanto a “risucchi dal centro” può solo dare lezioni all’Universita’.
Perché la sua fallimentare esperienza alla guida del Campidoglio, ha rappresentato un precedente imbattibile in questo senso. L’elettorato di destra si ricorda perfettamente di come cerco’ di gestire il potere riciclando al suo servizio tutta la peggiore classe dirigente democristiana del passato. Un esempio su tutti? Il potere concesso a Franco Panzironi, che difatti, mentre lui si preoccupava più della carriera di qualche conduttrice Rai, lo trascinò’ nei miasmi giudiziari di Mafia Capitale.
Ecco, Alemanno farebbe bene a restare più defilato di questi tempi. Può darsi che Vannacci raggiunga alle elezioni quota 10% e che in dieci anni finisca per insediarsi a Palazzo Chigi, ma certo non perché avrà ascoltato i consigli fraudolenti sul “Futuro Nazionale” della “sua” destra sociale. Di quella, lui ha lasciato solo macerie.


