Le università britanniche fucine dell’islam politico

Le università britanniche fucine dell’islam politico

11 gennaio 2026

Dominic Cummings, già consigliere del primo ministro a Downing Street e oggi profeta scomodo del sistema, lo aveva detto senza troppi giri di parole: le élite del Golfo non si fidano più delle università britanniche. Oxford e Cambridge, secondo i suoi interlocutori, non formano più classi dirigenti ma coscienze militanti. Madrasse travestite da atenei, dove i figli rischiano di tornare a casa convertiti all’attivismo islamista.

A ridere fu Rory Stewart, ex ministro, ex diplomatico, ex tutto, prodotto purissimo dell’Inghilterra che si autocelebra: Eton, Oxford, Foreign Office e una fede incrollabile nel dialogo come soluzione universale. Stewart liquidò Cummings come un mitomane. Poi arrivò la realtà, quella che non chiede permesso: gli Emirati Arabi Uniti hanno ristretto i finanziamenti per i propri studenti diretti nel Regno Unito. Esattamente come previsto.

Nei campus britannici la Fratellanza Musulmana – movimento politico-religioso che punta a un ordine islamico sovranazionale – opera senza particolare disturbo, grazie a una rete di associazioni studentesche ben organizzate. Per molti governi mediorientali è terrorismo. Per Londra è pluralismo culturale. Questione di semantica, e di convenienza.

Il vero problema non sono gli studenti, ma chi li protegge. Il Ministero degli Esteri britannico, storicamente popolato da funzionari convinti di “capire il mondo arabo”, continua a trattare l’islam politico come un interlocutore scomodo ma necessario. Meglio includere che vietare, meglio dialogare che reprimere. Anche quando dall’altra parte c’è chi usa la libertà occidentale come un’arma.

Già negli anni Novanta i servizi di sicurezza segnalavano che Londra era diventata un rifugio per il radicalismo islamico. L’indifferenza politica era mascherata da raffinatezza morale. Dopo l’11 settembre, la stessa logica è entrata nelle politiche interne: la coesione sociale prima di tutto, la lotta ideologica mai. Così si combatte l’estremismo sbagliato e si tollera quello organizzato.

Dal Golfo guardano e prendono nota. Vedono università catturate da narrazioni anti-occidentali. Vedono parlamentari paralizzati dal timore di essere accusati di intolleranza. Vedono un governo più preoccupato di evitare disordini immediati che di difendere la stabilità futura. E decidono di tenere i figli lontani. Razionali loro. Autolesionista Londra.

Alla fine, come sempre, vincono gli estremisti. E perdono quelli che fingevano di essere illuminati.