
Sgambetti nella nebbia di Siena. Ora Lovaglio si aggrappa al collegio sindacale
E’ una delle settimane decisive per il futuro del cda del Monte e del Banco Bpm. Sia a Siena che a Milano la nebbia è fitta e nella confusione qualcuno prova a fare sgambetti inaspettati. La banca toscana deve presentare la lista del Cda e l’argomento centrale è chi farà l’amministratore delegato.
Luigi Lovaglio sta tentando in tutti i modi di restare al suo posto. Non è bastato il procuratore di Milano in audizione in Parlamento a far capire che sarebbe inopportuno riconfermarlo alla vigilia di un possibile rinvio a giudizio. Non è bastato neanche il mercato che ha bocciato il piano industriale tingendo di rosso il titolo per tutta la giornata di venerdì, durante la presentazione agli investitori. E non è bastato infine neppure che il Mef abbia fatto sapere che non si interesserà della futura composizione del board.
A sostenere Lovaglio sono rimasti in due: lui stesso e un membro apicale del collegio sindacale della banca che sta chiamando uno ad uno i consiglieri del Monte per convincerli che l’attuale ad deve essere messo nella lista del Cda.
Qualcuno la vede come una invasione di campo scorretta rispetto alla terzietà che il collegio dovrebbe avere. Ma del resto nella fitta nebbia accade questo ed altro.
Come succede che a Milano l’Agricole stia tramando per decapitare la lista del Consiglio in seconda votazione. L’ad dell’istituto francese avrebbe fatto sapere a piazza Meda che non gradisce nulla di quello che sta facendo la coppia Castagna-Tononi.


