Il gas non è fuori dalla crisi

Il gas non è fuori dalla crisi

16 aprile 2026

Il mercato guarda al petrolio, ma il rischio vero si sta accumulando nel gas. Finché lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso, la narrativa della normalizzazione è fragile. Il blocco delle esportazioni di GNL dal Qatar – con infrastrutture danneggiate – è un rischio differito, non ancora pienamente prezzato.

Nel breve, i prezzi europei raccontano un’altra storia. Il benchmark olandese è sceso sotto i €42/MWh dopo aver superato i €62 all’inizio del conflitto. Due fattori spiegano questa apparente calma: flussi incrementali di LNG americano e domanda stagionalmente più debole con l’uscita dall’inverno. Ma è un equilibrio temporaneo.

Il problema è lo stock, non il flusso. A inizio aprile, gli stoccaggi europei erano intorno al 28%, ben sotto la media quinquennale del 41%. Tradotto: circa 13 miliardi di metri cubi di gas in più da reperire solo per tornare alla normalità statistica. Non è un dettaglio tecnico, è un vincolo strutturale.

Se la chiusura si prolunga, la finestra temporale si complica. L’Europa deve riempire gli stoccaggi mentre l’Asia entra nella stagione di picco per il raffrescamento. Qui il sistema globale del GNL mostra la sua rigidità: il Qatar, tradizionale swing supplier, è fuori gioco. Senza quei volumi, gli acquirenti asiatici cercheranno alternative, entrando in competizione diretta con l’Europa.

È a questo punto che il prezzo smette di essere un segnale e diventa un campo di battaglia. Il rischio non è solo un rialzo, ma una volatilità disordinata, guidata da disponibilità fisica, non da curve forward.

A Bruxelles il tema è già emerso. La European Commission ha avvertito gli Stati membri che una chiusura prolungata di Hormuz potrebbe compromettere il riempimento degli stoccaggi. In parallelo, Claudio Descalzi ha aperto un fronte politico sensibile, chiedendo di riconsiderare il phase-out del gas russo. È il primo intervento di alto profilo, difficilmente l’ultimo.

Il punto è semplice: il gas non è ancora entrato nella crisi, ma ne sta accumulando le condizioni. Quando lo farà, non sarà graduale. Sarà simultaneo su prezzi, sicurezza energetica e coesione politica europea.