
Leonardo e il manuale di sopravvivenza di Amoroso, il “comunicatore” per tutte le stagioni
Prima tira il sasso (ma noi non c’entriamo), poi si rende conto della fesseria fatta e cerca di nascondere la mano. Che ci volete fare, Stefano Amoroso è fatto così. Fin dai tempi in cui era il “braccio sinistro” del banchiere etico Alessandro Profumo, si è sempre distinto per i suoi disastri comunicativi (tipo la “figuraccia” con le Iene per il “caso D’Alema).
Questa volta c’è ricascato con “Prima comunicazione”, il mensile specializzato nell’ informazione editoriale e industriale. Perché “ricascato”? Perché prima si è fatto replicare la sostanza di una vecchia intervista dell’anno scorso con la medesima e soccorrevole direttrice; e poi -resosi conto della “gaffe” per aver scambiato la linea di politica industriale di Leonardo con la propria visione filosofica di cosa dovrebbe fare l’azienda- ha cercato di correre ai ripari facendola sparire dalle rassegne stampa (e ora non si azzardi a smentire di aver attivato per questo l’ufficio stampa ).
Leggere per credere. L’idea-forza e’ sempre la stessa. Glissare il più possibile su armi e armamenti, cioè sul core business di Leonardo, ignorare i successi della nuova gestione di Lorenzo Mariani, spendendo tempo e parole sulla linea parapacifista che sogna lui.
E che difatti “Prima comunicazione” riassume così: “La sicurezza è un patrimonio della democrazia…Un punto di partenza per ragionare sul valore della comunicazione in un gruppo strategico per il Paese, tra nuove sfide geopolitiche (sic !), rivoluzione dell’intelligenza artificiale e trasformazione dell’ecosistema (arisic!) dell’informazione”.
Tutto chiaro, no? “Vaste programme” rispondeva il generale De Gaulle quando gli si chiedeva se l’eliminazione dei cretini avrebbe risolto i problemi politici del momento.
Lo stesso può valere per il programma che Amoroso sogna per l’ex-Finmeccanica. Peccato che abbia solo pochi mesi per poterlo realizzare, visto che il suo generoso recupero professionale da parte di Mariani ha una precisa data di scadenza: 31 dicembre.
E forse questo “braccio sinistro” buono per tutte le stagioni spera di poter restare comunque al suo posto. Purtroppo non sa che da Palazzo Chigi e’ già partito da tempo un “avviso” ben preciso: esiste una norma di legge che impone alle aziende statali di servirsi per la comunicazione solo di giornalisti iscritti all’Ordine professionale. E Amoroso non lo e’. Come peraltro Stefano Somma, la terza fila scelta -d’intesa con il suo socio Antonio Liotti, il responsabile delle Risorse Umane- per guidare l’ufficio stampa.
Ora, è vero che non si tratterebbe di un vincolo assoluto per le aziende controllate, ma è anche vero che motivi di evidente opportunità spingono affinché Leonardo si allinei all’ENI, all’ENEL, a Terna etc etc.
Così, forse, la comunicazione di Leonardo tornerà ad essere in linea con quella del suo vertice. Amoroso e Somma se ne facciano una ragione.


