Leonardo: le disperate (e inutili) “grandi manovre” di Profumo per restare come presidente

Qualche ministro del nuovo governo (Giorgetti? Crosetto? Urso?) avverta Arrogance che i suoi frenetici tentativi di restare come presidente nell’ex-Finmeccanica sono inutili. E perfino controproducenti. Perché organizzare pranzi (in piazza Montegrappa) o cene (a casa, con la collaborazione della moglie, l’ultrapacifista in SPE Sabina Ratti), non possono capovolgere una decisione già presa e archiviata: Profumo, responsabile con gli ex-ministri Pinotti e Guerini di aver consegnato il comparto della Difesa nella mani del Pd (basta leggere le Sassate di questi ultimi anni per scoprirne tutti i dettagli), deve trovarsi un altro posto di lavoro. Ed è perfino patetico che ora cerchi di stringere alleanze con quelli che ha individuato (naturalmente sbagliando) come possibili futuri AD con cui creare il ticket e garantirsi la presidenza.
Ecco, possibile che non ci sia nessuno disposto a sacrificarsi, dandogli la ferale notizia che è arrivato al capolinea? Possibile che non si trovi neppure un Giavazzi o un Funiciello che abbia a cuore il destino dei prossimi mesi di Leonardo e dei suoi dipendenti, fino al rinnovo dei vertici della prossima primavera?

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