Liberazione, Anpi attacca le nostre Forze Armate (che abbandonano la cerimonia)
Che senso ha continuare a far parlare l’Anpi a ogni piè sospinto se a rappresentarla non sono più “quelli che fecero la Resistenza”, ormai pochi e quasi centenari, ma antagonisti che usano il fazzoletto al collo come copertura per sputare veleno?
Ecco cosa è successo a Viterbo: nel corso della cerimonia per gli onori ai caduti, durante il silenzio, non solo è stata intonata la solita solfa – Bella Ciao – ma il presidente dell’Anpi locale Enrico Mezzetti – 75 anni, quindi partigiano manco per niente – ha pensato bene di salire sul pulpito e riscrivere, di nuovo, la storia: gli americani e non americani, ha detto, impegnati in Afghanistan, avrebbero ucciso più civili che talebani.
A queste insultanti parole, il Generale di Brigata Paolo Riccò, attuale comandante dell’Aves di Viterbo, ha salutato il questore, il sindaco e il presidente della Provincia e se n’è andato. Seguito dal resto del personale di rappresentanza. Da “Bella Ciao” a “Ciao Belli”, insomma. Che quando è troppo è troppo.
Il Generale Riccò, è bene precisarlo, ha un passato nella fanteria, prima, e nei paracadutisti, poi. È stato impegnato nella battaglia del Checkpoint “Pasta”, durante la missione in Somalia, dove ha ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare. E, soprattutto, è stato al comando del 5° reggimento AVES “Rigel” alla guida dell’aviation battalion di Herat, in Afghanistan, nell’Operazione ISAF. Quindi perdonatelo se conosce le vicende afgane meglio di un avvocato di provincia.
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