Liberazione, Anpi attacca le nostre Forze Armate (che abbandonano la cerimonia)

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Che senso ha continuare a far parlare l’Anpi a ogni piè sospinto se a rappresentarla non sono più “quelli che fecero la Resistenza”, ormai pochi e quasi centenari, ma antagonisti che usano il fazzoletto al collo come copertura per sputare veleno?

Ecco cosa è successo a Viterbo: nel corso della cerimonia per gli onori ai caduti, durante il silenzio, non solo è stata intonata la solita solfa – Bella Ciao – ma il presidente dell’Anpi locale Enrico Mezzetti – 75 anni, quindi partigiano manco per niente – ha pensato bene di salire sul pulpito e riscrivere, di nuovo, la storia: gli americani e non americani, ha detto, impegnati in Afghanistan, avrebbero ucciso più civili che talebani.

A queste insultanti parole, il Generale di Brigata Paolo Riccò, attuale comandante dell’Aves di Viterbo, ha salutato il questore, il sindaco e il presidente della Provincia e se n’è andato. Seguito dal resto del personale di rappresentanza. Da “Bella Ciao” a “Ciao Belli”, insomma. Che quando è troppo è troppo.

Il Generale Riccò, è bene precisarlo, ha un passato nella fanteria, prima, e nei paracadutisti, poi. È stato impegnato nella battaglia del Checkpoint “Pasta”, durante la missione in Somalia, dove ha ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare. E, soprattutto, è stato al comando del 5° reggimento AVES “Rigel” alla guida dell’aviation battalion di Herat, in Afghanistan, nell’Operazione ISAF. Quindi perdonatelo se conosce le vicende afgane meglio di un avvocato di provincia.

8 COMMENTS

  1. Ma che volete commentare c’è solo da elogiare il Generale Paolo Ricco’ e tutta la rappresentanza militare che ingiustamente offesa se n’è andata.

  2. Il Cte ha posto riparo ad una carenza organizzativa. Il protocollo prevede ( proprio per evitare situazioni incresciose come queste ) che i Reparti in armi lascino la piazza dopo la resa degli onori ai Caduti

  3. Tralasciamo il fatto che a proferir parola sono, purtroppo, i soliti “68ini”…che nulla hanno a che vedere con i fatti della resistenza. Chi ha vissuto quegli accadimenti o non c’è piu o rasenta il secolo di vita. Il generale ha avuto gli attributi ad andarsene… Qualcun altro al posto suo avrebbe fatto un miserabile inchino…

  4. Non voglio mettere in dubbio la buonafede di molti Partigiani (alcuni la loro buonafede l’hanno pagata con la vita, uccisi da altri partigiani in malafede) … ma il Sig. di cui non menziono il nome forse dovrebbe parlare delle stragi perpetrate dalle orde di partigiani che, nascondendosi dietro un fazzolettino rosso e al grido “Fascisti Fascisti”, depredavano stupravano e torturavano anche bambine di 13 anni…dico 13 ANNI!!! e questo viene a parlare di esercito e di cose che nemmeno conosce lontanamente…
    L’Italia deve per tornare tra i grandi pulirsi da ideologie e signori pseudo ideologizzati che per mettere in sedere su una poltrona infangano il buon nome di una Bandiera l’ESERCITO Italiano, unico vero garante della nostra Libertà… grazie ragazzi Grazie Gen. Riccò onore a Lei e ai nostri Militari… tutti.
    Al Sig. Partigiano, che di partigiano non ha nemmeno l idea di cosa significhi, invio un link se lo vadi a vedere cosa facevano “Alcuni Partigiani” liberatori democratici.
    Saluti a tutti i lettori che amano (non da Fascisti, ma da patrioti la nostra Italia)
    N.M.

  5. Se le offese sono quelle riferite dalla cronaca, vedo la reazione di Riccò fuori luogo e strumentale:
    1) Morti più civili che talebani in Afganistan non lo dice Mezzetti ma un rapporto ONU;
    2) I massacri perpetrati dalle nostre truppe in Somalia sono storicamente accertati. Il più celebre, ma non il solo, quello di Debre Libanos con al comando il Gen. Maletti (padre di quel Gianadelio Maletti pluricondannato per depistaggi e strage di Milano);
    3) E’ vero che molti militari parteciparono alla Resistenza ma questo non giustifica il rifiuto di condannare altri per un malinteso spirito di corpo. Al contrario dovrebbero essere loro stessi ed espellere i reprobi se tengono alla propria dignità.

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