Heinrich Oberleiter, con quale coraggio se ne chiede la grazia?

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La Procura di Brescia ha dato il suo benestare alla concessione della grazia ad Heinrich Oberleiter. È da tempo che il terrorista altoatesino la richiede. Ma ha sempre vinto il buonsenso. Almeno finora.

Condannato all’ergastolo per una serie di attentati compiuti negli anni ‘60 ad alcuni bar frequentati da italiani in Alto Adige, Oberleiter ha sempre vissuto in Austria che non ha mai concesso l’estradizione (sollecitata a più riprese dall’Italia).

La sua fedina penale, ricorda la Fondazione Farefuturo, è farcita di “condanne per omicidi e agguati a militari, attentati esplosivi in esercizi commerciali gestiti da italiani, il tutto sulla spinta di una rabbia secessionista sconfitta dalla storia ma che ha lasciato sul campo lutti, distruzioni e ferite ancora aperte”.

Con che coraggio se ne chiede la grazia? Motivi di salute, la risposta laconica.

Ora la decisione finale spetta al presidente Mattarella. Che poco tempo fa ha firmato l’atto di clemenza a tre condannati per omicidio: due uccisero la moglie malata di Alzheimer. Il terzo, il figlio drogato. Concedere la grazia a uno stragista (che, per inciso, non ha mai scontato nemmeno un giorno di galera) sarebbe un segnale pericolosamente sbagliato.

Ciampi e Napolitano furono tentati di farlo. Per fortuna, però, Mattarella è persona di buonsenso. Tuttavia, facciamo nostro l’appello al Governo e al Consiglio provinciale di Bolzano perché esprimano una posizione chiara e contraria a questa sorta di “riabilitazione”. Perché gli ex terroristi non esistono.

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