
Per il viceministro Rixi, “De Portibus” a Ravenna non est disputandum
Non aveva portato bene la prima edizione, oggi in modo quasi grottesco ricordata come un grande successo, ma caratterizzata invece (come evidenziato da una pagina intera del Corriere della Sera del 12 maggio del 2024) da stand chiusi, pubblico di pochi addetti ai lavori e clima plumbeo conseguenza dell’inchiesta in corso sull’allora presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e sul risiko delle concessioni portuali.
La seconda nasce sotto il marchio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti grazie al vice ministro Edoardo Rixi, che espressamente chiede e spinge l’Autorità di sistema portuale di Ravenna a finanziare l’evento con uno stanziamento straordinario fuori gara da 164.700 euro; forse ricordando il “successo” altrettanto straordinario, quanto sconosciuto ai più, della prima edizione tenutasi a La Spezia per l’appunto nel 2024.
Il nome è tutto un programma, “De portibus”, che vorrebbe qualificare un festival-convegno a livello europeo. Un evento che – secondo quanto si legge nella delibera dell’Autorità di sistema portuale che ha stanziato il finanziamento a fine dicembre – “ha registrato alla prima edizione risultati di rilievo (3000 presenze, 80 relatori, più di 50 istituzioni coinvolte e una significativa copertura mediatica, confermandosi come importante occasione di dialogo e valorizzazione dei porti italiani non solo sotto il profilo infrastrutturale, ma anche come luogo di incontro, cultura e innovazione”.
Nella delibera è più volte indicato come per la segreteria del vice ministro ai Trasporti, con delega ai porti, De Portibus ponga “all’attenzione di un pubblico numeroso e qualificato il tema dei porti come crocevia di scambi, comunicazione, intermodalità e sostenibilità”.
Praticamente il think tank dal quale dipenderà il futuro dell’Italia marittima.
Ma il ministro Salvini, ne è al corrente? E chi è la mente creativa di questo strumento così innovativo da far soffiare forte il vento nelle vele di una seconda edizione, dopo che di tutti gli straordinari risultati della prima non si trovano, forse per disattenzione, grandi tracce?
Una srl di La Spezia, Italian Blue Growth (nata nel 2018) guidata da Cristiana Pagni, già molto vicina all’ex presidente del porto, il senatore PCI Lorenzo Forcieri, con una sede altrettanto anomala, all’interno dell’Arsenale della Marina militare di La Spezia e già protagonista di un’altra manifestazione come “Sea Future”, sempre al confine fra Marina Militare e Mercantile.
Nel sito dell’azienda, Cristiana Pagni si auto-definisce “visionaria e pragmatica”. E lo fa certo a ragione se anche l’Autorità di Ravenna, affidata sempre dal vice ministro Rixi a un manager di area PD (Francesco Benevolo, per anni direttore della Rete autostrade mediterranee, Ram) ha prontamente aderito all’invito del vice ministro e, nel pieno rispetto delle norme sugli appalti, ha finanziato la seconda edizione del grande festival dei porti affidandola al soggetto suggerito.
Sperando che almeno nella seconda edizione qualcuno se ne accorga e che il malocchio che caratterizzò la prima (con il tracollo di Toti) non si riproponga anche questa volta.


