
Perché i mercati iniziano ad avere paura dei tassi: il ritorno del fantasma del 2008
Questa volta è diverso. O forse no.
Nel giugno del 2007 i tassi dei titoli di Stato americani salirono molto velocemente. Troppo velocemente. Alcuni esperti dissero subito che qualcosa si stava rompendo.
Avevano ragione.
Pochi mesi dopo iniziò la grande crisi finanziaria mondiale.
Oggi sta succedendo di nuovo.
I tassi dei titoli americani a trent’anni sono tornati sopra il 5,2%, proprio come allora. E questo è un problema enorme perché significa che il denaro costa sempre di più.
Per capire cosa sta accadendo bisogna immaginare l’economia come una gigantesca macchina piena di debiti. Per anni questa macchina ha funzionato grazie a soldi quasi gratis. Famiglie, imprese e governi prendevano prestiti facilmente perché i tassi erano bassissimi.
Ora però tutto cambia.
Se i tassi salgono, i mutui costano di più, i prestiti costano di più e anche gli Stati fanno più fatica a ripagare i debiti. È come se improvvisamente il carburante della macchina diventasse carissimo.
Nel 2007 i mercati pensarono che i consumatori americani avrebbero continuato a spendere nonostante il crollo delle case e il prezzo altissimo della benzina. Si sbagliavano.
Oggi i mercati stanno facendo lo stesso errore. Pensano che gli americani continueranno a spendere anche se molti posti di lavoro stanno rallentando per colpa dell’intelligenza artificiale, dell’inflazione e dei tassi elevati.
Ma il problema non riguarda solo gli Stati Uniti.
Anche il Regno Unito sta vivendo una situazione molto difficile. I tassi britannici stanno salendo più degli altri Paesi occidentali e gli investitori iniziano ad avere paura.
E poi c’è il Giappone.
Per anni il Giappone ha tenuto i tassi quasi a zero, inondando il mondo di liquidità. In pratica era una gigantesca fabbrica di denaro a basso costo. Quel denaro finiva ovunque: in America, in Europa e nei mercati finanziari.
Adesso però anche il Giappone sta alzando i tassi.
Ed è qui che il problema diventa globale.
Perché se il denaro smette di essere facile ed economico in tutto il mondo, allora i mercati azionari iniziano a vacillare. Le aziende valgono meno, i debiti pesano di più e l’economia rallenta.
Nel frattempo l’inflazione continua a salire, anche a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran e delle tensioni sull’energia.
I mercati oggi sembrano convinti che le banche centrali riusciranno ancora una volta a salvare tutto stampando altro denaro.
Ma non è detto che questa volta funzioni.
Ed è questo che il mercato obbligazionario sta cercando di dire: il tempo del denaro facile potrebbe essere finito.


