Perché Xi ha fatto fuori il suo generale più potente

Perché Xi ha fatto fuori il suo generale più potente

31 gennaio 2026

La rimozione di Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione militare centrale, non è un incidente di percorso né l’ennesima “campagna anticorruzione” da comunicato di partito. È un brutale segnale politico: Xi Jinping ha deciso che anche l’ultimo pezzo di autonomia delle forze armate (PLA, People Liberation Army) doveva essere azzerato. Punto.

Zhang non era un funzionario qualunque. Era uno dei pochissimi generali con vera esperienza di combattimento, veterano della guerra con il Vietnam, uomo di apparato cresciuto prima dell’era Xi, e soprattutto figura dotata di peso reale dentro le forze armate. In un sistema ossessionato dalla lealtà personale, questo basta già a renderlo un problema.

Negli ultimi tre anni, sei dei sette membri della Commissione militare centrale sono stati rimossi. Non è una bonifica: è una decapitazione sistematica. Xi non sta “ripulendo” l’esercito, lo sta ricostruendo a propria immagine, sacrificando competenza, memoria istituzionale e autonomia operativa sull’altare del controllo politico assoluto.

Le voci su colpi di Stato, sparatorie a Pechino o segreti nucleari passati agli americani sono folklore. La realtà è più semplice e più inquietante: Xi non si fida del suo esercito. E ha buone ragioni per non farlo. Il PLA non combatte una guerra vera da decenni. L’esperienza russa in Ucraina ha mostrato cosa succede quando un esercito iper-politicizzato, corrotto e poco testato viene mandato allo scontro. A Pechino il messaggio è arrivato forte e chiaro.

Da qui la paranoia disciplinare. Da qui l’epurazione. Da qui l’ossessione per la “prontezza ideologica” prima ancora di quella militare. Un’operazione su Taiwan sarebbe infinitamente più complessa di una guerra terrestre come quella russa. E Xi lo sa. Sa anche che un esercito diviso, o semplicemente non allineato, è un rischio esistenziale per il regime.

Il proverbio cinese dice che due tigri non possono stare sulla stessa montagna. Xi ha deciso che sulla montagna ci resta solo lui. Nel breve periodo questo rende le forze armate meno credibili come strumento offensivo. Nel medio-lungo, però, prepara una nuova generazione di comandanti: più giovani, più fedeli, meno autonomi.

Non è una Cina più aggressiva. È una Cina più insicura. Ed è proprio questo che la rende potenzialmente più pericolosa.