
Piccoli “reportini” crescono: Giorgio Mottola ci spiega il complotto europeo dell’”Internazionale nera”
Ma che peccato che Giorgio Mottola non ce l’abbia fatta ad ereditare dal suo maestro Sigfrido Ranucci la conduzione di Report. Una disdetta.
Perché ora che possiamo leggere il suo libro sull’”Internazionale nera”, avremmo potuto usufruire contemporaneamente anche del manifesto programmatico del nuovo corso della trasmissione.
Sentite come lo presenta il soccorrevole (e come ti sbagli?) Dagospia: “L’Internazionale nera ha usato i social network per colonizzare la destra europea e Fratelli d’Italia…Mottola sostiene che Meloni e altri leader dell’estrema destra europea come Marine Le Pen e Santiago Abascal sono diventati megafoni di slogan costruiti altrove, tra Stati Uniti e Russia”.
Ma non è meraviglioso? E prosegue:” il ruolo di Steve Bannon (poteva mancare? ndr.) nella costruzione della rete internazionale e i finanziamenti da Mosca. La scomparsa della destra moderata”.
Ecco fatto, non sentivate un pericoloso vuoto nelle spiegazioni sull’avanzata delle destre in Europa? Meno male che arriva Mottola a colmarlo e a mettere in guardia i sinceri democratici.
Trump e Putin fanno solo finta di essere nemici per la pelle. In realtà, l’amerikano attraverso l’ideologo preferito e il russo grazie ad una montagna di rubli (nota valuta pregiata) hanno creato la terribile “Internazionale nera” a loro uso e consumo per spartirsi l’Europa.
Callidi e implacabili. E i bombardamenti in Iran, l’invasione dell’Ucraina? Classiche manovre di distrazione di massa, operazioni militari di disturbo per nascondere il “grande complotto”.
Prepariamo pacchi e pacchi di pop corn, perché aveva ragione Ignazio La Russa: il pericolo del dopo-Ranucci, per la Rai, era l’arrivo di qualcuno ancora peggio.
Mottola è già in pole position.
LA SASSATA

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