Difesa,  l’efficienza del COI ripara la “debacle” diplomatico-militare: concluso in anticipo il ritiro dall’Afghanistan

E meno male che c’è il COI – il comando operativo interforze – del generale Portolano a tenere alto l’onore delle Forze Armate italiane.

Perché malgrado gli errori diplomatici del ministro degli Esteri Di Maio  e -a rimorchio- anche di quelli del suo collega alla Difesa, Guerini, siamo riusciti a concludere addirittura in anticipo di due giorni il ritiro dall’Afghanistan di militari, mezzi e strutture. Una bella soddisfazione per i nostri uomini con le stellette, che ancora una volta sono riusciti, grazie ad una perfetta organizzazione e alla loro disponibilità, a recuperare gli effetti della crisi con gli Emirati Arabi, con tanto di ordine di sgombero a tempo di record delle nostre strutture nella base aerea di Al Minhad (vedi Sassate precedenti).

Certo, resta aperta la ferita diplomatica e sarà dura recuperare il credito di un paese amico, che si è visto prendere a schiaffi proprio nel momento in cui -grazie agli Accordi di Abramo- si era schierato con l’occidente. E adesso toccherà al premier Draghi di ricucire lo strappo filo-iraniano della Farnesina. Cominciando, per esempio, con lo sbloccare subito la fornitura dei pezzi di ricambio degli aerei della pattuglia acrobatica emiratina, che contrariamente a quello che pensano Di Maio e i suoi consiglieri diplomatici non partecipa ad azioni di guerra o a bombardamenti nello Yemen.

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