RAI: col governo di centrodestra finirà la pacchia dello sfruttamento di operatori e montatori esterni; trema anche l’USIGRAI

Alle Direzioni Produzione e Risorse Umane di viale Mazzini stanno con le pezze fredde. E anche all’interno dell’UsigRai, il potente sindacato dei giornalisti egemonizzato da sempre dalla sinistra, c’è molta preoccupazione. Leggendo il programma e gli impegni presi da Fratelli d’Italia sul futuro di viale Mazzini (e su questo tutto il centrodestra è compatto), hanno scoperto che sono in arrivo decisioni “rivoluzionarie” per stroncare lo sfruttamento delle risorse esterne che operano come operatori di ripresa e montatori. Perché il partito della probabilissima futura premier Giorgia Meloni, ha già fatto proprie le proposte che fino ad oggi erano state portate avanti solo dal sindacato autonomo ASA: certificazione professionale e diritto di firma per centinaia e centinaia di lavoratori trattati da anni come “dipendenti di serie B”, malgrado svolgano servizi completi di ripresa (e perfino di montaggio) senza poter mai far figurare come autori dei pezzi poi mandati in onda da TG e programmi di rete.
Già, perché non tutti sanno che spesso e volentieri, spocchiosi e scansafatiche giornalisti che pullulano numerosi nelle redazioni Rai, si guardano bene dall’alzare il sedere dalla sedia e uscire con la troupe “esterna”. Salvo però  poi firmare loro il prodotto sfornato dagli sherpa. E guai a lamentarsi, pena l’esclusione dai futuri impegni di reti e testate.
Ecco, appunto, la pacchia sta per finire e nei “santuari” della Rai controllati da sempre dalla sinistra, comincia a montare il panico. E siamo solo agli inizi…

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