Rai: regole inesistenti per la direttrice del Tg1

Monica Maggioni – che sta facendo un ottimo telegiornale, come già Sassate ha sottolineato – se ne infischia delle regole che l’azienda Rai si è data e anche a lei applicabili. Il sindacato tace così come tace il CDR del tg1 tra i quali ci sarebbe, secondo voci, un papabile vincitore di job posting così preannunciato prima del tempo.
La Maggioni come direttrice realizza persino servizi per il TV7 intervistando Fauci. Ovviamente, sempre dalla stessa parte e in violazione della circolare che vieta i doppi incarichi da caporedattore in su e al direttore di andare in onda.
Di ieri la nomina, sempre in assenza di criteri oggettivi, di Elisa Anzaldi, attuale caporedattrice della reazione Società, come conduttrice delle ore 20 del tg1. A comunicarlo il CDR. Da tempo ormai diventati meri portavoce dei direttori. La Anzaldi entra nella conduzione delle ore 20 come quinta conduttrice. Una vera e propria forzatura dopo la quarta. Ma siamo abituati alle forzature della Maggioni. Basta ricordare l’intervista ad Assad, come AD di RAI COM mai commissionata da alcuna testata e che la RAI, non senza imbarazzo e l’annuncio di un incidente diplomatico con la Siria, e’ stata costretta poi a mettere su Rai play. Carica di AD poi lasciata anche dopo un ricorso al TAR con il quale si impugnava la realizzazione del canale in inglese a Rai Com. Suo obiettivo poi inesorabilmente fallito perché riservato per contratto di servizio alla Rai.
Maggioni ha già indetto il job posting della redazione società prima ancora che la Anzaldi lasci la Line, sempre che la lasci e non assuma un caporedattorato centrale come già si dice.
Ha indetto anche altri Job posting che ovviamente non prevedono alcun criterio oggettivo di valutazione e di comparazione! Tanto che già circolano i nomi dei fortunati vincitori tra i quali, qualcuno che sembra debba arrivare da rai news 24 di cui la Maggioni è stata direttrice.
In tutto ciò il CdR supinamente annuncia solo le promozioni, le nomine e gli incarichi in assenza di procedure di valutazione comparativa , di criteri oggettivi, motivati e tracciabili. Criteri che derivano dall’applicazione della legge sulla trasparenza già ritenuti applicabili alla Rai dal TAR Lazio e dal Consiglio di Sato. Ma evidentemente la Maggioni si sente al di sopra di tutto e tutti è immune dal rispetto delle regole.
Sarebbe importante capire cosa ne pensa il sindacato USIGRAI, dal momento che è intervenuto in causa promossa da giornalisti, per far valere i criteri oggettivi per promozioni, nomine e incarichi, e cosa ne pensa il consigliere di amministrazione eletto dai dipendenti.
Adesso sarà pure molto interessante seguire l’audizione del segretario Usigrai, Daniele Macheda in Commissione di vigilanza. E soprattutto vedere quali domande “insidiose” gli verranno poste dai commissari del centrosinistra, quegli stessi i cui rappresentanti nel CdA Rai (Pd+M5s) hanno bocciato il budget proposto dal’AD Fuortes, scelto dal loro governo. Ma il discorso su Fuortes merita un discorso a parte…

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