I vicini di casa, un po’ come i parenti, non li puoi scegliere. Ti capitano. E se ti va male, son dolori. Che possono avvelenarti una vita intera. Anche per questo motivo, quando si compra un’abitazione, si valuta bene anche la zona. Per capire, occhio e croce, chi ci si potrebbe ritrovare come dirimpettai. Una questione non banale.

Immaginate allora l’incredulità dei residenti di via dei Colli Portuensi (Municipio XII) a Roma – un complesso residenziale, non di edilizia popolare – che si sono improvvisamente ritrovati come vicini di casa ben cinque famiglie di extracomunitari di varie etnie.

Prima di urlare ipocritamente al razzismo, è opportuno sapere che queste persone erano tra gli abusivi dell’immobile di via di Carlo Felice, recentemente sgomberato perché reclamato dalla Banca d’Italia. Per questo motivo, questi extracomunitari sono stati spostati “per direttissima” negli alloggi – di proprietà dell’Ater – in via dei Colli Portuensi. Alla faccia di chi magari ha fatto regolarmente domanda per una casa e ancora sta aspettando.

Quei geni dell’Ater, infatti, hanno semplicemente trasferito gli abusivi dal municipio I al municipio XII. Per loro il problema è risolto. Chi se ne frega degli altri. Perché siamo tutti bravi a parlare di integrazione, salvo poi ritrovarsi queste persone sul pianerottolo. Felici di sbagliarci, qualora qualcuno si facesse avanti per accogliere queste famiglie nel proprio condominio…

Si potrebbe magari andare a citofonare a casa dell’ex sindaco di Roma, l’eclettico e mai domo Walter Veltroni, al quale si deve la delibera, ancora in vigore, risalente alla sua giunta (2007) che riserva il 13% degli alloggi popolari a chi occupa abusivamente un immobile alla faccia di chi da anni fa la muffa nelle graduatorie popolari. Magari lui ha spazio in casa sua e vuole darci prova di quanto sia magnanima e tollerante la sinistra…

Sta di fatto che la vicenda è assurda. E non isolata, perché un caso identico sta avvenendo a Roma nord. 

«È intollerabile pensare che chi da anni ha diritto ad una casa a causa del basso reddito ora si vede negato un alloggio da chi occupa liberamente stabili, trovando sostegno nelle normative comunali – hanno commentato in una nota Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega, e Giovanni Picone, capogruppo Lega in Municipio XII. – Siamo al fianco dei tanti cittadini che in queste ore sono giustamente preoccupati per le modalità di concessione delle case e per i possibili problemi di sicurezza e sociali che potrebbero sorgere».

«Ci voleva anche questa iniziativa in combutta con il governatore del Lazio Zingaretti, che fa il paio con la mozione che impegna il sindaco Raggi a sgomberare Casa Pound, dettata dalla logica tipica della più faziosa sinistra vecchia, incarnata dal PD, come della sinistra nuova targata Cinquestelle, che predilige favorire gli stranieri a scapito degli italiani» commentano Fabrizio Ghera, capogruppo Fdi alla Regione Lazio e Andrea de Priamo, capogruppo Fdi a Roma Capitale.

 

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