SassiRAI: quella pubblicità disgustosa, tra perdite urinarie e feci all’ora dei pasti

Va bene scegliere le fasce di maggior ascolto. Va bene ideare spot che catturino l’attenzione. Va bene tutto ma siamo proprio sicuri che per disquisire di incontinenza urinaria serva proprio la giovane donna seduta sul water, consapevole “calamita” di sguardi più o meno voyeuristici? Tra l’altro donna, perché pare che il problema ce l’abbia solo il sesso femminile. Mai un uomo piscione.

E quando non può che essere uomo (problemi di prostata) il poveretto si deve inventare le scuse più insulse per poter giustificare alla moglie/compagna il soddisfacimento di un bisogno primario come fare la pipì. Il sessantenne brizzolato, con un doppiaggio goffo da cinegiornale si inventa rumori in garage o televisioni rimaste accese invece di dire (ammesso che sia da dire) “vado a fare pipì”. A questo aggiungiamo l’atmosfera falsa come i saluti di un venditore di call center, figlia di un spot evidentemente nato per altri mercati e adattato a quello italiano. Penetrare nel “sentire” di un popolo è cosa delicata: la mimica, la prossemica italiana non vanno bene in Germania o Gran Bretagna e viceversa. Lo stesso dicasi per la famiglia (anche lì non italiana) prostrata dal guasto che ha inopinatamente appiedato la lavatrice. Tutta colpa del temibilissimo calcare che un improbabile
tecnico, mostra a una improbabile massaia in un improbabile garage. Quantomeno italianamente improbabili.

Di italianamente probabile c’è invece la terribile bambina che pubblicizza telefoni cellulari per anziani. Uno degli spot più brutti del Creato con uno slogan che non farebbe ridere nemmeno una iena ridens allegra. Spot che fa da contrappeso (purtroppo a uno degli spot più belli mai realizzati): quello della salsa di pomodoro “raccontata” al ritmo de “Il piccolo Corazziere” di Rascel. Brillante il testo, belle le immagini, accattivante la voce, strepitoso il montaggio. Quella è pubblicità, altro che la “prosta-piscia per donne e anziani”…..

A proposito di deiezioni, che dire degli spot che disquisiscono sulla consistenza delle feci? Un tema mica da ridere (a questo proposito c’è un – questo sì – esilarante monologo di Walter Chiari recitato in milanese simil tedesco hitleriano proprio su questo argomento). Ma Chiari te lo senti quando vuoi. Lo spot te lo propinano quando voglio loro. E quando vogliono? All’ora dei pasti, ovviamente. Va bene catturare l’attenzione, ma…

Commenti

  1. Pessimi e insopportabili questi spot, inaudita la collocazione oraria (ammesso e non concesso che ce ne possa essere una adatta). Aggiungerei alla lista anche quello con la donna “matura” e appesantita, che per le perdite urinarie usa una mutandina che contiene la pipi e
    aggiusta anche la silhouette. Domanda: soprattutto nella tv pubblica non dovrebbe esserci un meccanismo che garantisca che anche i contenuti delle trasmissioni pubblicitarie siano appropriate?

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