
Se il generale Masiello andrà all’ACN, al vertice dell’Esercito arriverà Federici da Palazzo Chigi
L’attacco USA-Israele all’Iran, aggravato dalle conclusioni dei nostri servizi nella relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, stanno imprimendo una svolta sul tema della cybersecurity.
E così il governo sta accelerando il varo di quella che dovrà essere la nuova Agenzia in grado di fare la sua parte in quella guerra ibrida in cui la Russia (ma non solo) sta mettendo sempre più in difficoltà tutti i paesi europei della NATO. A cominciare dall’Italia.
A guidare l’ACN prossima ventura, potenziata ed elevata quasi al rango di forza armata, ci sarà molto probabilmente il generale Carmine Masiello, che verrà sostituito al vertice dell’Esercito dall’attuale Consigliere Militare della Meloni a Palazzo Chigi, il generale di corpo d’Armata Franco Federici.
Masiello compirà a fine giugno i fatidici 63 anni, ma avrebbe comunque davanti a sé una proroga automatica di un anno pieno, essendosi insediato per il mandato triennale solo il 27 febbraio del 2024. Quindi, contrariamente a quanto fatto circolare da parte di alcuni media, non è affatto alla ricerca di una poltrona per evitare la pensione.
La sua scelta è invece frutto di un’indicazione di merito condivisa tra governo e Quirinale. Sia per la lunga e brillante carriera “operativa”, sia per la specifica precedente esperienza di vicedirettore del DIS.
E analogo apprezzamento unanime ha raccolto la pre-indicazione del generale Federici come successore di Masiello al vertice dell’Esercito. “Figlio d’arte” (alpino come suo padre, Luigi, che è stato pure un apprezzatissimo Comandante Generale dei Carabinieri), il generale Federici è stimato sia dal Presidente Sergio Mattarella che dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto.
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