Servizi e Difesa, il gattopardismo della Trenta, di Graziano e del M5S: cambiare tutto perché nulla cambi

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In via XX Settembre le “grandi manovre”, per le nomine ai vertici dei Servizi e della Difesa, sono cominciate da un pezzo. E Graziano-Badoglio non lascia passare giorno senza cominciare o definire qualche trama di cui possa beneficiare lui stesso o qualcuno dei suoi “fedelissimi”.

Selezionato il suo mega-staff di una cinquantina di indispensabili collaboratori che dovranno coadiuvarlo tra un paio di mesi in quel di Bruxelles, dove andrà a presiedere il Comitato Militare Europeo, inutile organismo che non ha certo il potere di quello della NATO, in queste settimane si sta dedicando a sistemare le cose in maniera tale da poter telecomandare anche a distanza l’apparato della Difesa.

Senza disdegnare neppure quello dei Servizi. E così, tra una “velina” fatta recapitare alla principale agenzia di stampa e qualche altra “soffiata” integrativa ai giornalisti più fidati, si prepara a giocare un ruolo da protagonista nell’imminente tornata di scelte a tre o quattro stelle. Convinto di essere ormai riuscito ad irretire la ministra Elisabetta Trenta (e svariati indizi sembrano confermare questo risultato), l’attuale numero uno delle FFAA ha studiato una serie di mosse che meritano di essere illustrate dettagliatamente. Ed è ciò che “Sassate” si accinge a fare nell’inchiesta a puntate che segue.

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