Teatro San Carlo: la sinistra, lacerata tra De Luca e Manfredi, costretta a sperare nella mediazione e nell’aiuto del ministro di destra, Sangiuliano

A Napoli, nell’indifferenza (chissà come mai) della “grande stampa” e dei media radiotelevisivi, si sta lentamente consumando il dramma del Teatro San Carlo.
Il perché è semplicissimo: la contrapposizione delle due anime del Pd, cioè quella filo-M5S del sindaco Manfredi e l’altra del governatore campano De Luca, sta lentamente portando verso il naufragio economico una delle più importanti istituzioni musicali italiane; e l’unica speranza di salvezza è ora nelle mani del ministro della Cultura designato dalla destra, il napoletanissimo Gennaro Sangiuliano.
Come paradosso non c’è male. Ed è molto divertente l’imbarazzo e l’ipocrisia di tutti gli intellettuali partenopei, che si affrettano a sottoscrivere la petizione popolare per la salvezza del San Carlo, evitando accuratamente di far riferimento ai retroscena e alle responsabilità di una “faida” che sta lacerando la sinistra e che spera in un miracolo da parte della disprezzata destra.
Nel frattempo, il rappresentante di De Luca ha votato contro l’approvazione del bilancio e minacciato l’uscita dalla Fondazione, dopo aver giustificato la grave decisione con una lunga serie di gravi irregolarità’ rilevate nella gestione del Teatro.
Ora, la parola passa -appunto- al titolare del dicastero della Cultura. Sangiuliano ha già chiesto la trasmissione urgente di tutta la documentazione per farla valutare dai tecnici del ministero e prendere poi le decisioni del caso.
Di sicuro, ne vedremo delle belle sui comportamenti degli sbandieratori della “superiorità culturale” e amministrativa post-comunista.

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