Le grandi manovre di Telecom e quella strana difesa di Gubitosi da parte di Gorno Tempini

 

Cosa accade in Telecom? Accade che la società va male, molto male.
Quindi gli azionisti francesi sono giustamente arrabbiati con chi l’ha gestita finora pensando a fare soprattutto pubbliche relazioni per se stesso ed a piazzare gli amici . Cioè Luigi Gubitosi.
La cosa strana è che non siano arrabbiati gli altri azionisti, quelli italiani, soprattutto CDP.
Eppure sembra sia così, perché si giudicano i fatti e non le congetture: contro il buon senso, contro i dati disastrosi, contro ogni evidenza, contro il parere di tutti (anche quello del nuovo ad , Dario Scannapieco) non si riesce a capire perché il presidente Giovanni Gorno Tempini difenda a spada tratta Gubitosi. Si vede che gli va bene perdere soldi. Tanto non sono suoi, ma dei risparmi postali e della fondazioni bancarie. Il problema però sono i 45.000 dipendenti di un’azienda che negli anni è stata spolpata e depauperata da vari cda e diversi azionisti. In questi giorni si parlava giustamente di un cambio al vertice e di nomi di alto profilo, come Pietro Labriola (un tecnico vero) o Fabrizio Palermo, e tutti concordavano sulla scelta della discontinuità, dai ministri alle forze politiche. Perché il bene di un’azienda come Telecom va oltre il bene di Gubitosi. Ma nessuno aveva calcolato che in Italia talvolta esistono altri interessi, altri legami, meno evidenti ma forti. Quelli che hanno fatto dire no a Gorno, uomo inizialmente scelto da Guzzetti. Ora la palla è nella mani del Mef e di Palazzo Chigi ma la scelta di proscrastinare l’esistente, condannando Telecom ad un inevitabile e drammatico declino, sembra la più reale. Contenti loro…

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