
AGI e “caso Valenti ”, ovvero come ti invento una persecuzione politica che non c’è
Aveva ragione l’ENI a volersi liberare dell’AGI, una volta gloriosa agenzia di stampa nazionale e oggi ridotta ad un nido di vipere giornalistiche in lotta quotidiana e militante contro il governo di centrodestra.
Perché c’è una storia che va raccontata bene. Una storia di una presunta persecuzione politica completamente inventata.
Eccola.
C’è una redattrice del servizio politico, Federica Valenti, che nell’ambito di una riorganizzazione redazionale riguardante anche altri sei giornalisti, torna alla sua vecchia collocazione del servizio esteri.
E’ una decisione della direttrice Rita Lofano, che si avvale di quanto previsto dall’articolo 6 del contratto nazionale di lavoro in vigore da decine di anni, che assegna appunto al vertice della testata il diritto di stabilire l’utilizzazione più adatta dei singoli redattori.
Scandalo immediato. La Valenti si occupa in particolare della Lega, ha buone fonti e quindi deve aver urtato qualcuno dei maggiorenti.
“La Stampa”, specializzata nella denuncia delle malefatte governative del centrodestra e negli immancabili annessi complotti neofascisti, spara tra virgolette:” “Pressioni di Salvini” e la cronista viene trasferita”.
Falso. Non c’è stata nessuna pressione, né del segretario né di altri esponenti leghisti.
Casomai, ci può essere dell’altro. Come per esempio il fatto che la Valenti si consideri una redatttice “legibus soluta”.
Già, visto che si da’ il caso che un anno e mezzo, cioè dal febbraio del 2025, esista un ordine di servizio che imponga ai giornalisti dell’AGI di avvisare e consultare preventivamente i propri superiori gerarchici prima di mettere direttamente in rete “scoop” o retroscena che potrebbero creare problemi alla testata. Cosa che la Valenti si è sempre ben guardata dal fare. Ma senza per questo aver dovuto subire conseguenze disciplinari. A dimostrazione della pretestuosita’ delle odierne proteste in difesa della “libertà di stampa” e di denuncia del presunto trasferimento “punitivo” su sollecitazione leghista.
Ma tanto non c’è niente da fare, ormai la grancassa delle proteste ha cominciato a rimbombare. E così, le denunce contro la povera Lofano, si sono subito intensificate e moltiplicate. Ed ecco la “mosca cocchiera” del “campo largo” in perenne ricerca di visibilità, Magi, l’immancabile Fratoianni di AVS e naturalmente il Pd.
Chissà se il partito della Schlein si è mosso autonomamente o su caritatevole sollecitazione del marito della Valenti, che ne segue le vicende -ma tu guarda a volte le combinazioni- per conto dell’ANSA, cioè l’agenzia concorrente dell’AGI.
Ah, saperlo…saperlo!
LA SASSATA

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