
ANAS, ci mancavano le indagini sullo “studente” Gemme; e meno male che in via Monzambano monta la guardia il prefetto Pecoraro
Certo che fa un certo effetto leggere di questi tempi su un atto giudiziario un passo del genere: “Tale procedimento istaurato a carico…dello STUDENTE Gemme Claudio Andrea presidente di ANAS dal 2018 al 2021 ed ora amministratore delegato della medesima società, e’ stato poi trasferito per competenza territoriale dapprima alla Procura della Repubblica di Roma (in ragione del fatto che la carriera universitaria -ed i relativi esami- dello STUDENTE Gemme si era sviluppata nella Mercatorum di Roma) e poi alla Procura della Repubblica di Napoli (per alcune investigazioni in itinere…iscritto anche per il più grave reato di cui all’articolo 615-ter)”.
Ora, a prescindere dall’analfabetismo che contraddistingue chi compila questo genere di documenti giudiziari, sembra emergere il sospetto secondo il quale l’AD di ANAS si sarebbe procurato una seconda laurea “telematica” finita nel calderone degli accertamenti sui titoli “farlocchi” su cui sta indagando la procura napoletana guidata da Nicola Gratteri.
A scoprirlo e’ stato un brillante cronista del quotidiano “La Verità”, Fabio Amendolara, che il 13 ottobre ha pubblicato lo “scoop” senza che -stranamente- la rivelazione venisse poi rilanciata dalle agenzie e da tutti gli altri media.
Forse perché l’ex-studente Gemme si è subito affrettato a mandare una rettifica al quotidiano. Nella lettera, il manager assicura di essere già riuscito a dimostrare la sua estraneità sia a Palermo (da dove l’inchiesta e’ partita) sia a Roma (dove era poi approdata prima di finire a Napoli). Naturalmente, non c’è motivo di dubitarne, ci mancherebbe altro. Peccato, pero’, che a tutt’oggi ancora non risulta sia stata accolta da un GIP la richiesta di archiviazione che Gemme giura fosse già stata formulata nella capitale. Ed è possibile che ciò sia avvenuto in quanto la procura napoletana abbia ipotizzato il reato previsto dal l’articolo 615-ter del codice penale, che si configura nel caso di “accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico”. E che potrebbe essersi verificato nel caso in cui un estraneo fosse riuscito ad infiltrarsi nel sistema per sostenere l’esame al posto dello studente iscritto al corso di laurea.
Gemme, d’altra parte, è talmente sicuro di avere la coscienza a posto, che gira per gli atenei distribuendo generosamente “lectio magistralis” a destra e a manca e non più tardi di due settimane fa ha potuto appuntarsi sul petto come una medaglia anche il dottorato di ricerca honoris causa in “sistemi intelligenti per l’ingegneria” da parte della prestigiosa Università Kore di Enna.
Inutile dire che in via Monzambano, tutte queste esibizioni narcisistiche dell’AD provocano un po’ di ilarità ma anche preoccupazione per lo stato di paralisi illustrato nelle due Sassate precedenti.
Se ne sta facendo carico e interprete lo stesso presidente, l’ex-prefetto Giuseppe Pecoraro, cui peraltro Gemme continua a non concedere spazio (in realtà vorrebbe continuare ad essere lui il presidente), malgrado la lealtà dimostrata finora da un “civil servant” che e’ riuscito a reggere per ben sette anni in modo encomiabile una prefettura difficile come quella della capitale.
Purtroppo, la situazione dell’ANAS è questa e se MIT ed FS non si daranno rapidamente una mossa, potrà solo continuare a peggiorare.


